Basket femminile: Schio piega il Derthona solo nel finale e alza la sesta Coppa Italia di fila
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Redazione Sport
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Sono serviti i colpi di talento delle sue protagoniste, nel quarto periodo decisivo, al Famila Wuber Schio per spegnere il sogno dell'Autosped BCC Derthona e conquistare, non senza una sofferenza inaspettata, la Coppa Italia 2026. La squadra vicentina, che nella semifinale aveva liquidato con relativa facilità la Dinamo Sassari, si è trovata di fronte una formazione torinese cresciuta a dismisura nel palcoscenico della Final Eight, la quale, forte della rimonta in semifinale contro la più quotata Umana Reyer Venezia, ha creduto fino all'ultimo di poter scrivere una pagina storica. Oltre tremila spettatori, stipati nella Nova Arena della Cittadella dello Sport di Tortona, hanno seguito con calore un match equilibrato, dove il punteggio ha visto le locali in vantaggio per ben ventotto minuti, dimostrando una personalità e un coraggio che vanno ben oltre l'esito finale.
Una resistenza inaspettata che dura tre quarti
Guidate dall'allenatore Orazio Cutugno, le bianconere del Derthona hanno imposto fin dalle battute iniziali un ritmo serrato, giocando a testa alta e senza mostrare soggezione verso le campionesse d'Italia in carica. La partita, articolata su fasi di gioco molto intense, ha visto le tortonesi mantenere una lieve ma costante marginalità nel segno del tabellone, confidando in un gioco collettivo e in una difesa aggressiva. Quello che si è disputato sul parquet alessandrino è stato, di fatto, un testa a testa di altissimo livello tecnico, dove le padrone di casa hanno saputo gestire la pressione dell'evento, dimostrando di aver assimilato le lezioni di una stagione che le vede alla seconda partecipazione al massimo torneo nazionale. La superiorità individuale delle avversarie, tuttavia, è rimasta come un'incognita in agguato, pronta a manifestarsi nel momento della stanchezza.
Il momento della svolta e il diciassettesimo trofeo
La svolta, come spesso accade nelle gare di questo spessore, è arrivata quando le energie cominciavano a calare. Nel quarto periodo, le giocatrici di Schio hanno fatto ricorso alla loro esperienza e alla qualità personale, trovando quelle giocate in isolamento e quei canestri in difficoltà che hanno permesso il decisivo allungo. L'ultimo atto ha così registrato il parziale decisivo a favore delle venete, che hanno chiuso i conti sul 79-72, un risultato che non rende pienamente merito alla tenacia espressa dal Derthona per larga parte della contesa. Per la squadra di Schio si tratta del diciassettesimo successo nella storia della competizione, il sesto consecutivo, un dominio che continua ad arricchire una bacheca ormai sterminata e che conferma la sua egemonia nel basket femminile italiano.
Un percorso che vale più di una sconfitta
La sconfitta, seppur amara nel momento in cui arriva a un passo dal trofeo, non offusca il percorso compiuto dall'Autosped BCC Derthona in questa Coppa Italia. Aver superato una squadra blasonata come Venezia in semifinale e aver costretto Schio a dare il massimo fino al termine rappresenta, di per sé, un attestato di crescita e di maturità sportiva. L'esperienza accumulata in una finale nazionale, vissuta da protagoniste e in un palazzetto gremito dal calore del proprio pubblico, costituisce un patrimonio per la squadra e per il club, gettando le basi per future ambizioni. L'applauso del pubblico, al fischio finale, è andato a una squadra che ha perso combattendo, dimostrando che il cuore e l'organizzazione possono ridurre il divario con le realtà più consolidate.




