Mourinho e il Benfica, una scelta di cuore: "Stare a casa non fa per me"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   José Mourinho, alla vigilia della partita contro il Rio Ave, ha spiegato con schiettezza le ragioni personali e professionali che lo hanno portato ad accettare la panchina del Benfica. L’allenatore portoghese ha rivelato che, da un punto di vista puramente economico, rimanere inattivo sarebbe stato più vantaggioso. "Se fossi rimasto a casa fino alla fine della stagione", ha dichiarato, "avrei guadagnato di più che lavorando al Benfica". Questa scelta evidenzia come la sua motivazione vada oltre il fattore finanziario. Avrebbe potuto dedicarsi alla famiglia e al tempo libero, ma ha preferito rispondere a una chiamata che sentiva più forte di ogni calcolo.

L’approdo alle Aquile rappresenta per lo Special One un ritorno alle dinamiche competitive che più gli appartengono e che, a suo dire, negli ultimi periodi alla Roma e al Fenerbahce gli sono mancate. "Sono qui con un sentimento negativo, perché mi piace molto lavorare", ha affermato, spiegando di sentire la necessità di lottare per il titolo, "quello che deve fare il Benfica". Definisce questa un’opportunità grande, sia per la sua carriera che per la crescita personale, in un campionato che conosce bene e in un club dal peso storico internazionale.

L’arrivo di un personaggio di tale carisma riaccende immediatamente le ambizioni della società. Già circolano i primi nomi per il mercato di gennaio. Secondo indiscrezioni, Mourinho avrebbe messo nel mirino Karim Benzema, attaccante che ha già allenato al Real Madrid. Il francese, all’Al-Ittihad, sta vivendo una fase complessa in Arabia Saudita e un’offerta tra i cinque e i sette milioni di euro potrebbe convincere il club a cederlo già durante la prossima finestra invernale.

Sulla scelta di Mourinho di approdare a un club storico rivale come il Benfica è intervenuto André Villas-Boas, presidente del Porto, rivelando di aver ricevuto un messaggio dall’allenatore. Villas-Boas ha però escluso categoricamente qualsiasi ipotesi di un suo approdo al Dragão, affermando che "non è mai stata un'ipotesi il suo nome per noi, assolutamente no". Pur riconoscendo che Mourinho ha "una storia col Porto che sarà eterna", il presidente ha chiuso la questione rimarcando come il collega sia prima di tutto "un professionista del calcio" che deve seguire la sua strada.

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