Mourinho torna in Portogallo e firma per il Benfica
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
José Mourinho, appena sbarcato a Lisbona, ha già siglato il suo ritorno in patria alla guida del Benfica, chiudendo un cerchio che si era aperto, in modo quasi profetico, ventiquattro anni fa. L’accoglienza della stampa, al suo arrivo, è stata all’altezza di un ritorno annunciato, sebbene fulmineo nei tempi. Lo “Special One” ha infatti raccontato, con la consueta verve, i retroscena di un accordo raggiunto in un lampo: “Mi hanno chiesto se fossi interessato, e ho risposto subito di sì. Era un’opportunità che non potevo rifiutare”, ha dichiarato, sottolineando come la decisione sia maturata “praticamente in un minuto”, un dettaglio che la dice lunga sulla sua voglia di tornare in campo e su un’occasione ritenuta irrinunciabile.
La notizia, trapelata con qualche ora di anticipo attraverso le colonne del giornalista Ivan Zazzaroni, trova così piena conferma. Zazzaroni, su Instagram, aveva fatto riferimento a un “giro” che stava per ricominciare per l’allenatore portoghese, lasciando intendere che la pista portoghese fosse quella calda, dopo l’improvviso esonero dal Fenerbahce causato principalmente dalla mancata qualificazione alla Champions League. Una beffa del destino, considerando che a estromettere Mourinho dalla massima competizione europea fu proprio il Benfica, la squadra che ora gli affida le redini.
Il tutto prende le mosse dalla crisi innescata dalla sconfitta interna del Benfica contro il Qarabağ, una partita che ha spinto la dirigenza a un cambio immediato di rotta. Dopo aver condotto per 2‑0, la squadra di Bruno Lage è stata infatti rimontata dagli avversari azeri, subendo un ko inaspettato che ha reso il suo esonero inevitabile. Quel risultato, destabilizzante per gli equilibri del club, ha creato il vuoto che Mourinho andrà a colmare, in un intrigante incrocio di destini.




