Unipol in affanno per la manovra, all'orizzonte una tassa da un miliardo
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Redazione Economia
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Le quotazioni di Unipol hanno chiuso in netto ribasso, risentendo di un clima di generale incertezza sui listini e, soprattutto, del rischio concreto di un nuovo balzo fiscale per il settore assicurativo. Nella nuova legge di Bilancio, il cui iter parlamentare è ancora in corso, si nasconde infatti una potenziale misura da un miliardo di euro, che andrebbe a colpire in modo particolare le compagnie più esposte sul segmento auto. Tra queste, spicca per dimensione e quota di mercato la bolognese Unipol, che secondo le analisi di Intermonte potrebbe uscire «la più colpita» dall'intervento, considerando la sua fetta di quasi un quarto del mercato automobilistico italiano.
Il nodo dell'aumento dell'Irap
Tra gli emendamenti che stanno prendendo forma, come riportato da diverse testate specializzate, uno in particolare prevede un inasprimento dello 0,5% dell'Irap, un tributo che graverebbe non solo sulle assicurazioni ma anche su banche e intermediari finanziari. Questa manovra, che si inserisce in un contesto di necessità di gettito per l'erario, rischia di avere ripercussioni immediate sulla redditività delle società, le quali – è bene ricordarlo – agiscono per conto dello Stato in veste di sostituti d'imposta.
La stangata retroattiva sulle polizze accessorie
Un altro fronte, potenzialmente ancora più oneroso, è quello che riguarda la tassazione delle polizze accessorie. Un emendamento specifico punterebbe a quintuplicare l'aliquota sulle coperture per l'infortunio del conducente, collegate obbligatoriamente all'Rc Auto, portandola dal 2,5% attuale al 12,5%. La misura, che ha destato non poche perplessità per il suo carattere retroattivo, sarebbe applicabile fino a un decennio indietro nel tempo, generando un gettito stimato in circa un miliardo di euro per il passato e circa cento milioni annui per gli esercizi futuri.
Le possibili ricadute per gli automobilisti
Sebbene l'onere fiscale sia a carico diretto delle compagnie, la struttura del mercato lascia presupporre che una parte significativa di questi costi aggiuntivi verrà, prima o poi, trasferita in capo ai clienti. Gli automobilisti, già gravati da premi in costante aumento, potrebbero quindi trovarsi di fronte a rincari sostanziosi al momento del rinnovo della polizza, a partire dal 2026, quando gli effetti della stretta fiscale inizieranno a dispiegarsi compiutamente sul mercato.




