Unipol in affanno in Borsa nonostante i conti in crescita, colpa del settore riassicurativo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le azioni di Unipol continuano a perdere terreno in Borsa, chiudendo la seduta con un calo del 3,14%, il peggiore tra i titoli del FTSE MIB. A pesare sul gruppo assicurativo italiano è il crollo del settore riassicurativo europeo, scosso dal taglio delle previsioni della tedesca Munich Re. Un tonfo che oscura i solidi risultati semestrali comunicati da Unipol, che ha chiuso i primi sei mesi del 2024 con un utile netto consolidato di 743 milioni di euro, in aumento del 17,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il contributo delle partecipazioni bancarie – BPER e Banca Popolare di Sondrio – si è rivelato decisivo, trainando l’utile netto reported a 622 milioni (+12,1%), leggermente al di sopra delle attese degli analisti. Eppure, nonostante i numeri positivi, il mercato ha reagito con diffidenza, penalizzando il titolo in un contesto generale di nervosismo per il comparto.

Matteo Laterza, amministratore delegato di Unipol, ha preferito mantenere un tono cauto durante la conference call, evitando di definire i risultati come "record". "Se vi fidate di noi come nel passato, vedrete arrivare i numeri migliori della storia", ha dichiarato, lasciando intendere che il gruppo ha ancora margine di crescita. Quanto alla plusvalenza di 170 milioni derivante dalla vendita di azioni nell’ambito dell’OPS, Laterza ha precisato che si tratta di una componente straordinaria, senza però garantire un automatico riflesso sul dividendo.

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