Fabregas dopo il ko con il Milan: "Partita dominata, il risultato non la racconta"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C'è una delusione palpabile, che traspare da ogni sillaba, nella voce di Cesc Fabregas dopo il 3-1 subìto dal suo Como nel confronto casalingo con il Milan. L'allenatore, intervistato da Dazn, non nasconde una certa amarezza per l'esito di una sfida che, a suo dire, è stata letta in modo distorto dal semplice punteggio finale. "Abbiamo perso e dobbiamo migliorare provando a vincere la prossima", esordisce il tecnico spagnolo, riconoscendo la superiorità individuale di alcuni giocatori avversari, "loro individualmente sono bravi", ma senza concedere nulla all'idea che la sconfitta sia stata meritata in termini di condotta di gioco. Il suo compito immediato, come lui stesso sottolinea, è quello di "far rialzare la testa" dei propri calciatori, un gruppo giovane che necessita di crescere affrontando prove impegnative come questa, per poi proseguire il percorso di miglioramento.

La stoccata ai "risultatisti" e il rigore non commentato

Fabregas, il cui nervosismo è emerso in più di una risposta, ha lanciato una precisa stoccata verso chi giudica esclusivamente dai numeri sul tabellone. "Ai risultatisti sarà piaciuta la partita", ha affermato con una punta di sarcasmo, per poi aggiungere una convinzione statistica che ribalta completamente la percezione dell'incontro: "se la rigiochiamo 10 volte la vinciamo 8". Una dichiarazione che evidenzia come, secondo la sua analisi, la squadra abbia dominato gli aspetti di gioco senza poi tradurli in vantaggio. Su uno degli episodi chiave, l'eventuale assegnazione di un rigore, ha scelto un silenzio eloquente, rifiutandosi di entrare nel merito delle decisioni arbitrali. "Ho sentito molto bene Luca Marelli, allora sicuramente lui è un professionista molto più abile a parlare di questo e quindi lo lascio a voi", ha dichiarato ai cronisti, rimarcando così una distanza tra la sua valutazione sul rendimento complessivo della squadra e le discussioni su singoli episodi controversi.

La reazione alla sconfitta e il rifiuto di etichette

L'amarezza per il risultato si è manifestata anche in un cambio immediato delle consuetudini. Fabregas ha rivelato di non aver parlato agli uomini dello spogliatoio subito dopo la fine della partita, segnale di un bisogno di prendere le distanze per elaborare la sconfitta. "Normalmente dopo la partita parlo con i ragazzi, oggi non ho parlato, non era il momento", ha spiegato, indicando che la ripartenza dovrà necessariamente passare da un lavoro sulla mentalità, aspetto cruciale per un gruppo in costruzione. Quando poi, nel corso del colloquio, gli è stato implicitamente chiesto se si sentisse ormai un allenatore all'altezza della Serie A, la risposta è stata secca e ripetuta, un monito contro ogni facile ottimismo: "No, 1-3. Risultato 1-3". Un modo per ribadire che, nonostante le prestazioni di merito, il calcio è fatto di risultati concreti, e che in Italia, come ha voluto sottolineare, esiste un certo "risultatismo, che piace tanto qua".

La lettura del percorso e la necessità di migliorare

Il punto di partenza per il giorno successivo alla sconfitta è, per l'ex campione del Barcellona e del Chelsea, chiaro e si fonda sull'aspetto psicologico. "Domani da dove si ricomincia? Sulla mentalità", ha dichiarato, riconoscendo che per una formazione alle prime armi come il suo Como, certi match rappresentano delle tappe obbligate, seppur difficili, di un cammino di crescita. La lettura che dà della gara è lineare: "Che si è perso e si deve migliorare. Dobbiamo fare meglio le cose". Non ci sono alibi, nonostante la percezione di un'ingiustizia nel punteggio, ma solo la consapevolezza che il lavoro deve continuare per trasformare le buone prestazioni in punti. L'obiettivo rimane quello di preparare al meglio la prossima sfida, con l'unico scopo di cercare la vittoria, consci che il margine tra ciò che si mostra in campo e ciò che si ottiene in classifica a volte può essere sottile e crudele.

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