Nfl, la prima giornata smaschera Packers, Chargers e Cowboys: Patriots già nei guai

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Negli Stati Uniti la chiamano "overreaction", sono i giudizi tranchant che puntualmente accompagnano la prima giornata della Nfl. Succede ogni anno, amplificato dall'era social, eppure il campionato appena partito ha già offerto indicazioni che, pur con le dovute cautele, meritano di essere lette con attenzione. Nella preseason i titolari non giocano praticamente mai, le gerarchie restano avvolte nella nebbia e poi il primo weekend di gare ufficiali arriva come un pugno nello stomaco per qualcuno e come una liberazione per altri.

I campioni in carica dei Seattle Seahawks hanno vinto 13-10 la rivincita dell'ultimo Super Bowl contro i New England Patriots, ma il prezzo pagato è stato più salato del previsto.

Le delusioni: Green Bay, Los Angeles e Dallas

I Packers hanno dato la netta sensazione, per almeno tre quarti di gara, di essere superiori ai Vikings. Conducevano 22-10 a metà del terzo quarto, avevano in pugno la partita, e l'hanno lasciata scivolare via in modo che ha del clamoroso. La scelta di Matt LaFleur di rinunciare a tre punti già segnati — un field goal da 40 yard di Trey Smack — per provare un quarto e uno alla mano si è rivelata il momento chiave della gara: il sneak di Jordan Love è stato fermato sei pollici prima della linea da conquistare, e da lì è partita la rimonta dei Vikings.

Carson Wentz, entrato al posto dell'infortunato Kyler Murray, ha lanciato tre touchdown e la difesa di Green Bay è crollata sotto una valanga di penalità: dodici flag per 98 yard, contro le tre per 15 yard dei padroni di casa. Il risultato finale, 39-22, racconta di 29 punti consecutivi subiti e di una sconfitta che si inserisce in una serie preoccupante: sei sconfitte consecutive per la franchigia, la prima volta nella vita di chiunque abbia meno di 33 anni.

I Chargers hanno deluso in casa contro Arizona, perdendo 26-14 da favoriti per 9,5 punti. L'attacco diretto da Mike McDaniel ha prodotto appena 14 punti, il minimo stagionale in una gara d'apertura per la franchigia nell'ultimo quarto di secolo, con 268 yard totali e due palle perse. Justin Herbert non è riuscito a trovare ritmo, Ladd McConkey ha lasciato il campo anzitempo dopo cinque ricezioni per 82 yard, e l'unico lampo è stato il touchdown su corsa di Omarion Hampton.

La difesa non ha forzato turnover e ha concesso quasi 400 yard a una squadra che la scorsa stagione aveva vinto solo tre partite.

Infine i Cowboys, battuti 28-20 dai Giants in una partita dominata dagli errori. Dak Prescott ha chiuso con 175 yard passate, due touchdown e un intercetto; l'attacco è partito con un three-and-out e ha faticato per tutta la serata. La difesa ha concesso a Jaxson Dart 230 yard e tre touchdown, oltre a 165 yard su corsa, e i Giants hanno convertito 9 su 11 sui terzi down, la percentuale più alta per la franchigia da quando il dato viene registrato nel 1978.

Le nove penalità per 90 yard, inclusa quella ingenua di Javonte Williams che ha esultato prima di entrare in end zone, hanno completato il quadro di una serata da dimenticare.

Il caso AJ Brown e i Patriots

Se c'è una squadra che ha perso più di una partita, quella è New England. I Patriots hanno visto A.J. Brown, il loro acquisto più importante dell'offseason, uscire dal campo nella gara contro Seattle per una distorsione alla caviglia e finire in lista infortunati. Le prime stime indicano un'assenza di almeno sei settimane, un colpo duro per un attacco che aveva costruito attorno al ricevitore ex Philadelphia le proprie ambizioni.

Brown aveva raccolto tre passaggi per 26 yard prima di infortunarsi, e ora Drake Maye dovrà fare affidamento su Romeo Doubs, Demario Douglas e Mack Hollins per tenere in piedi il reparto.

Chi ha convinto: da Jefferson a Caleb Williams

Non sono mancate le note positive. I Minnesota Vikings hanno trovato in Carson Wentz un sostituto più che affidabile, ma il vero trascinatore è stato Justin Jefferson: otto ricezioni per 92 yard e due touchdown, con un solo bersaglio incompleto su nove. I Chicago Bears hanno demolito i Panthers 59 punti, un record di franchigia per una gara d'apertura, con Caleb Williams che ha mostrato atletismo e capacità di creare giocate fuori copione, ben supportato dalla coppia di running back formata da D'Andre Swift e Kyle Monangai.

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