La corsa a Palazzo Zanca si infiamma: Musolino e i civici, il centrosinistra e l'ipotesi di una coalizione allargata
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Redazione Interno
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Il tabellone delle prossime elezioni amministrative a Messina si arricchisce di nuove pedine e di movimenti che, al di là delle semplici dichiarazioni di intenti, iniziano a delineare scenari politici complessi e in continua evoluzione. La senatrice Dafne Musolino, esponente di Italia Viva, è tornata a far parlare di sé dopo un incontro con Gaetano Sciacca e l'ex magistrato Angelo Giorgianni, un gesto che molti osservatori avevano interpretato come un addio al tavolo del centrosinistra. Una foto, si sa, può valere più di mille discorsi, ma in questo caso ha richiesto una puntuale precisazione da parte del presidente provinciale di Italia Viva, Massimo Simeone -2.
La posizione di Italia Viva e l'allargamento ai riformisti
Secondo Simeone, non vi è stata alcuna rottura con la coalizione di centrosinistra; anzi, la mossa della senatrice va letta come un tentativo di coinvolgere quei movimenti civici e quelle anime moderate che, finora, non avrebbero trovato piena rappresentanza nel perimetro della coalizione tradizionale. “Uniti si vince ma con i veti si perde”, ha scandito il presidente, richiamando le recenti tornate elettorali regionali per sottolineare come la strada maestra, a suo giudizio, passi attraverso un dialogo senza condizioni preconcette. Il messaggio che arriva da Casa Riformista è quindi quello di volersi fare promotrice di un allargamento, portando al tavolo quei cittadini che desiderano contribuire a una forza viva e vitale per la città, senza per questo abbandonare il confronto con le sinistre. Una posizione, questa, che cerca di tenere insieme due esigenze non facilmente conciliabili: la lealtà verso il cosiddetto "Campo Stretto", che a Messina si configura come il laboratorio politico del fronte progressista, e la spinta ad accogliere istanze civiche e moderate, talvolta diffidenti verso i partiti tradizionali.
Le ambizioni di Sciacca e la galassia civica
Sul fronte opposto, ma non troppo distante, si muove Gaetano Sciacca. Dopo una breve liaison con Marcello Scurria, l'ingegnere ha deciso di percorrere una strada autonoma, annunciando ufficialmente la sua candidatura a sindaco per il movimento "Rinascita Messina". Una decisione, la sua, motivata dalla volontà di uscire dalle secche di una politica attendista e autoreferenziale. Con lui, a comporre la coalizione, ci sarà anche il movimento "Ora basta", guidato da Cisco Orlando e dall'ex magistrato Angelo Giorgianni, figura quest'ultima che vanta un passato parlamentare con Rinnovamento Italiano e una lunga carriera nelle istituzioni. La nuova aggregazione civica, che si propone di riportare i cittadini al centro delle decisioni, intende muoversi con un camper per le strade cittadine, raccogliendo istanze e segnalazioni. Un metodo, questo, che richiama forme di contatto diretto con l'elettorato, lontano dai palazzi della politica.
Le manovre del centrosinistra e i possibili candidati
Intanto, nel centrosinistra che si riunisce periodicamente, la ricerca di un nome unitario prosegue tra accelerazioni e colpi di scena. Mentre il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, Avs e altre forze come Controcorrente (il movimento di Ismaele La Vardera) cercano di mettere a punto le linee programmatiche, ecco spuntare un nome nuovo: quello di Paolo Todaro. Il biologo e sindacalista della Uil, noto in città per il suo impegno sociale e per le sue battaglie contro il Ponte sullo Stretto, è stato proposto dai coordinatori di Europa Verde e Sinistra Italiana. Una candidatura, la sua, che potrebbe mettere d'accordo più anime, raccogliendo consensi anche tra i pentastellati e nello stesso movimento Controcorrente, sempre che La Vardera decida di non correre da solo. Nel Partito Democratico, invece, il derby resta aperto tra i due consiglieri comunali, Alessandro e Antonella Russo, con quest'ultima che sembra al momento godere di una certa preferenza. La situazione, come si vede, è fluida: i sette nomi che circolano per la poltrona di primo cittadino sono destinati forse a ridursi, ma il percorso che dovrebbe portare a una sintesi si annuncia ancora lungo e ricco di ostacoli.




