Sodano vince ad Agrigento, il campo largo espugna la città dei templi e ridisegna gli equilibri

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Con un risultato che non lascia spazio a recriminazioni o alibi, Michele Sodano, il trentaseienne leader di Controcorrente stretto attorno al pupillo dell'ex iena Ismaele La Vardera, è il nuovo sindaco di Agrigento; il candidato del centrosinistra, che già aveva sfiorato la vittoria al primo turno fermandosi al 39,1%, ha letteralmente travolto lo sfidante del centrodestra Gerlando "Dino" Alonge nel ballottaggio di ieri, conquistando una percentuale bulgara che sfiora il 72,3% dei consensi.

In una tornata che, complice la bassa affluenza – ad Agrigento si è recato alle urne solo il 41,03% degli aventi diritto, un crollo di oltre diciotto punti rispetto al primo turno – ha spesso premiato le mobilitazioni più determinate, il trionfo di Sodano assume i contorni di una vera e propria resa dei conti per la coalizione di centrodestra, la quale, dopo aver perso il controllo della Città dei Templi, vede franare un altro tassello del proprio storico elettorato.

Non si tratta, infatti, di un semplice sorpasso fotografico, bensì di una débâcle pesante che consegna la città, amministrata fino a ieri da Francesco Miccichè, a un fronte alternativo capace di tenere insieme anime politiche anche distanti, dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle, passando per i riformisti di Casa Riformista.

La débâcle del centrodestra e i numeri della vittoria

Lo spoglio completo delle cinquantasette sezioni ha certificato un divario incolmabile: Sodano ha raccolto 14.908 preferenze, pari al 72,31%, mentre Alonge, sostenuto da Forza Italia, Fratelli d'Italia, Udc e autonomisti, si è dovuto accontentare di 5.706 voti, pari a un magro 27,67%. Una vittoria, quella del candidato di Controcorrente, che ha iniziato a delinearsi già dalle prime proiezioni, quando al comitato elettorale di viale Della Vittoria è esplosa la festa ben prima della chiusura ufficiale delle operazioni di scrutinio.

Questa batosta per il centrodestra, che già altrove aveva mostrato segni di cedimento, assume una valenza particolare se inserita nel contesto più ampio dei ballottaggi siciliani: con la perdita di Agrigento, Enna e Messina, i tre capoluoghi chiamati alle urne in questa tornata sono definitivamente usciti dall'orbita della coalizione che siede a Palazzo d'Orleans, riducendo drasticamente il numero dei comuni sotto la sua amministrazione.

Alonge, pur avendo ereditato una macchina elettorale composita, ha pagato a caro prezzo le divisioni interne alla sua area politica – basti pensare al secco "no" all'apparentamento ricevuto dall'altro candidato del centrodestra Luigi Gentile – e la capacità del suo avversario di intercettare il voto di chi chiedeva un cambio di passo netto rispetto alla gestione precedente.

Il peso di Controcorrente nella nuova geografia politica siciliana

L'ascesa di Sodano, che vanta un curriculum da assistente finanziario per le Nazioni Unite a Copenaghen e un'esperienza burrascosa alla Camera con il Movimento 5 Stelle – conclusasi con l'espulsione per essersi astenuto sulla fiducia al governo Draghi – rappresenta la punta dell'iceberg di un fenomeno politico più profondo, quello del movimento "Controcorrente" fondato da Ismaele La Vardera.

Quest'ultimo, che non ha mai nascosto la propria ambizione di scalare la presidenza della Regione, ha utilizzato la campagna elettorale agrigentina come un banco di prova per un modello definito "alternativo", capace di parlare sia ai delusi del centrodestra sia a quella fetta di elettorato di sinistra orfana di rappresentanza.

"Da qui parte la liberazione della Sicilia", ha dichiarato La Vardera nel corso della serata di festeggiamenti, quasi a voler rivendicare la paternità di una strategia che mira a costruire un polo autonomo dai tradizionali schematismi delle coalizioni.

La vittoria schiacciante di Sodano, che trova le sue radici anche in una campagna elettorale lunga sei o sette mesi (come ammesso dallo stesso Alonge), consegna a La Vardera un peso specifico negoziale inaudito in vista delle prossime regionali, complicando non poco i piani del Partito Democratico e degli altri attori del campo largo che, pur esultando per il risultato, devono fare i conti con un alleato ingombrante e in forte ascesa.

Un volto nuovo per il capoluogo

Classe 1989, economista di formazione, Sodano porta con sé una biografia atipica per un primo cittadino siciliano: dopo gli studi alla Bocconi e un master a Copenaghen, è stato relatore di maggioranza della Legge di Bilancio 2020 a Montecitorio, per poi transitare per l'associazione culturale di Alessandro Di Battista prima di approdare a Controcorrente.

Una curiosità, in tal senso, affiora dal suo passato: nel lontano 2009, prima ancora di immaginare una carriera tra i banchi del parlamento o nelle stanze dell'Onu, partecipò alla terza edizione di X Factor con il gruppo vocale Spencer Wi-fi, senza però riuscire a superare lo scontro diretto sul palco del talent show. Oggi, invece, è lui a occupare la scena politica, e se i primi turni avevano visto una sostanziale parità – con Alonge che poteva contare su una maggioranza numerica in consiglio comunale – il responso delle urne ha ribaltato ogni pronostico.

Il neo-sindaco, dal canto suo, ha parlato di "restaurazione" della bellezza della città, concentrandosi sulla necessità di ricostruire un tessuto sociale e amministrativo che per troppi anni, a suo dire, sarebbe stato "mortificato". Resta, adesso, da vedere come questo successo senza appello si tradurrà nella gestione concreta della macchina comunale, in un consiglio che, almeno numericamente, rimane ancora molto frammentato nonostante l'exploit del candidato vincente.

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