Agrigento al centrosinistra, la vittoria di Sodano rilancia il campo largo in Sicilia
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Redazione Interno
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La vittoria del centrosinistra ad Agrigento rappresenta uno dei risultati più significativi emersi dal secondo turno delle elezioni amministrative in Sicilia. Michele Sodano, sostenuto da Controcorrente, Partito Democratico e Casa Riformista, è stato eletto nuovo sindaco superando al ballottaggio il candidato del centrodestra Gerlando “Dino” Alonge. Il risultato assume un peso politico particolare perché arriva in una fase nella quale la coalizione progressista ha raccolto poche soddisfazioni nel resto del Paese e perché segna un cambio di scenario in una città considerata storicamente distante dall’area progressista.
Ad Agrigento il successo è stato netto. Sodano ha ottenuto il 72,3 per cento dei consensi, migliorando sensibilmente il dato del primo turno, quando si era fermato al 39,1 per cento sfiorando già allora l’elezione diretta. Il ballottaggio ha invece consegnato una vittoria ampia e senza appello, mentre il centrodestra ha pagato anche le divisioni interne emerse attorno alla candidatura di Alonge. Il risultato viene letto dagli esponenti del campo progressista come la dimostrazione che un’alleanza larga tra forze diverse può risultare competitiva anche in territori considerati difficili.
Il ruolo di Controcorrente e l’effetto La Vardera
Tra gli elementi che hanno caratterizzato la corsa elettorale c’è stato il contributo di Controcorrente, il movimento fondato e guidato dal deputato regionale Ismaele La Vardera, ex giornalista noto al grande pubblico anche per la sua esperienza televisiva. Proprio il movimento ha espresso la candidatura di Sodano e ha svolto un ruolo centrale nella costruzione della coalizione che ha poi ottenuto la vittoria. Per la prima volta nello storico feudo della Democrazia Cristiana si è affermato un candidato sostenuto dall’area progressista, un passaggio che viene considerato particolarmente rilevante dagli alleati




