L’Italia multa la cinese Shein per greenwashing: un milione di euro per pubblicità ingannevole
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Redazione Economia
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Con lo slogan "Con questo prodotto puoi proteggere il pianeta", Shein ha cercato di attirare quella fascia di consumatori sempre più sensibile alle tematiche ambientali. Peccato che quei messaggi, secondo l’Antitrust italiano, fossero privi di fondamento, rientrando così nella categoria del greenwashing – l’ormai noto "ambientalismo di facciata" utilizzato da aziende che, pur di conquistare mercato, gonfiano presunti impegni ecologici. Una pratica che, nel caso del colosso cinese del fast fashion, è costata cara: un milione di euro di multa, inflitta dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm).
L’indagine ha preso di mira tre campagne promozionali – #SHEINTHEKNOW, "evoluSHEIN" e la sezione dedicata alla "Responsabilità sociale" – nelle quali l’azienda avrebbe veicolato green claim vaghi, generici e, in alcuni casi, apertamente fuorvianti. L’Agcm ha sottolineato come Shein, operando in un settore ad alto impatto ambientale come quello dell’abbigliamento low-cost, avesse il dovere di fornire informazioni chiare e verificabili, invece di limitarsi a dichiarazioni di facciata.
Non è la prima volta che il gigante asiatico finisce nel mirino delle autorità europee per pratiche commerciali discutibili. Già sotto osservazione da mesi, Shein ha scoperto che l’approccio superficiale alla sostenibilità può avere un prezzo, soprattutto in un mercato, come quello italiano, dove le normative a tutela dei consumatori sono stringenti. La multa, seppur simbolica rispetto al fatturato dell’azienda, segnala una crescente intolleranza verso il greenwashing, soprattutto quando coinvolge settori notoriamente inquinanti.




