Nuova svolta nel caso del Mostro di Firenze
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Redazione Interno
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Il caso del Mostro di Firenze, uno dei più noti e irrisolti della storia italiana, potrebbe essere sul punto di una svolta significativa. Un frammento di DNA sconosciuto è stato scoperto su un proiettile utilizzato per gli omicidi di Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveichvili, l'ultimo duplice delitto attribuito al Mostro di Firenze.
La scoperta del DNA
La notizia della scoperta ha raggiunto anche la Francia, dove vivono i familiari delle vittime. Salvatore Maugeri, amico fraterno di Jean Michel, ha commentato la scoperta definendola "sconvolgente". Questo DNA sconosciuto potrebbe rappresentare un elemento chiave per riaprire il caso e dare una svolta alle indagini.
Il ritrovamento del proiettile
Il proiettile in questione è stato estratto il 23 dicembre del 2015 dai carabinieri del Ros dal cuscino della tenda di Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveichvili, ultime vittime del mostro di Firenze. Il proiettile, non andato a segno, era rimasto nascosto per 30 anni. Questo ritrovamento rappresenta un momento cruciale nella storia delle indagini sul killer delle coppiette.
Il caso del Mostro di Firenze
Il Mostro di Firenze è un serial killer mai identificato, autore di otto duplici omicidi commessi fra il 1968 e il 1985. L'assassino prese di mira e uccise a colpi di pistola coppie di giovani in luoghi isolati nella provincia di Firenze. Per i delitti furono condannati Pietro Pacciani e due suoi amici, i cosiddetti 'compagni di merende'.
La possibile riapertura del caso
L'ematologo Lorenzo Iovino, consulente dell’avvocato Vieri Adriani, legali dei familiari di Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveichvili, ha avanzato l'ipotesi che questo DNA sconosciuto potrebbe riaprire il caso. Se confermata, questa scoperta potrebbe rappresentare una svolta significativa nelle indagini sul Mostro di Firenze, un caso che ha tenuto l'Italia con il fiato sospeso per decenni.




