L'annuncio della vergogna: si affitta casa di 7 metri quadrati

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sette metri quadri per dormire, cucinare e lavarsi. Così Modena avrebbe conquistato il triste record nazionale per il più piccolo “appartamento” proposto in affitto sui principali portali immobiliari. Un’unità autonoma da guinness (in negativo), situata in un ammezzato del centro storico, che supera per ristrettezza i casi limite di Bologna (9 metri quadri), Firenze (10), Roma (12) e Milano (13). A denunciare l’episodio è il Sunia, il sindacato Inquilini della Cgil modenese, che parla di un’operazione simbolo delle speculazioni estreme che soffocano il mercato abitativo cittadino.

La denuncia del Sunia e i dettagli dell’annuncio

A raccogliere e rilanciare la segnalazione è Marzio Govoni, segretario del Sunia Modena, secondo cui la nostra città si sarebbe così aggiudicata il triste primato per la locazione più angusta mai comparsa sui maggiori portali del settore. L’inserzione, comparsa inizialmente su un noto sito immobiliare per poi essere rimossa e riproposta su un’altra piattaforma con una metratura inspiegabilmente lievitata a 11 metri quadri (definiti “commerciali”), riguardava un locale al primo piano, in una zona di pregio del centro storico.

Stando alla ricostruzione del sindacato, che ha avuto modo di visionare le foto, lo spazio è talmente ridotto da contenere a malapena un letto singolo, un fornello portatile e un angolo bagno dove doccia e water sono condensati in pochi centimetri; all’ingresso, un armadietto e un frigorifero sono stati incastrati in modo tale da rendere difficoltoso persino l’accesso agli occupanti.

Il canone, le spese occulte e la questione della superficie minima

A un primo sguardo, il canone mensile di 200 euro potrebbe apparire quasi allettante, considerati i prezzi medi che caratterizzano il mercato modenese; tuttavia, come denunciato dal Sunia e da Federconsumatori, la cifra è solo apparentemente conveniente. All’importo del canone vanno infatti aggiunte 130 euro mensili di spese accessorie, portando il costo totale a 330 euro al mese, pari a 1.560 euro all’anno, una somma ritenuta "evidentemente sproporzionata" per soli 7 metri quadri, tanto più in assenza di un impianto a gas.

Per avere un termine di paragone, il sindacato ha osservato che, applicando le stesse proporzioni a un appartamento di 90 metri quadri nello stesso stabile, le spese annue arriverebbero a superare i 20.000 euro.

L’illegalità dell’operazione: il decreto Salvacasa e i contratti fittizi

Il nodo centrale della vicenda, tuttavia, risiede nella palese illegittimità dell’offerta. La normativa vigente, come ricorda il sindacato, fissa un limite dimensionale minimo per le unità abitative: fino al 2024 la soglia era di 28 metri quadri, ma con l’entrata in vigore del cosiddetto decreto Salvacasa tale limite è stato ridotto a 20 metri quadri. Un’unità di appena 7 metri quadri, quindi, non può essere legalmente destinata a uso abitativo.

A rendere la vicenda ancora più emblematica, secondo Govoni, è la modalità con cui l’immobile è stato proposto: un contratto a canone libero di 4+4 anni, di fatto un’offerta di locazione a lungo termine per un ambiente che non possiede i requisiti minimi di abitabilità e che, in molti casi, viene veicolato attraverso contratti commerciali o transitori per aggirare il divieto, alimentando così un mercato sommerso.

Un record negativo che testimonia la deriva speculativa

La vicenda del micro-monolocale di via Cavallerini, secondo il Sunia, non rappresenta un caso isolato ma piuttosto la punta dell’iceberg di una tendenza speculativa che negli ultimi anni ha interessato il capoluogo emiliano. Il sindacato aveva già denunciato in passato interventi di ristrutturazione che, tramite l'uso di cartongesso, hanno permesso di ricavare fino a 17 minuscole camere da 9 metri quadri con bagno in comune, proposte a canoni mensili tra i 400 e i 500 euro.

In questo contesto, la comparsa di un annuncio di questo tipo sui principali portali, l’assenza di controlli efficaci e il tentativo di “aggiustare” la metratura per eludere le critiche sono segnali che, denuncia il sindacato, indicano un preoccupante livello di impunità.

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