Modena, l’annuncio della casa da 7 mq: sparito da un portale e ricomparso con metratura diversa
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Redazione Interno
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Una sorta di appartamento di appena sette metri quadrati, ricavato in un ammezzato del centro storico di Modena, ha acceso il dibattito sulle condizioni del mercato immobiliare e sulle speculazioni che, a quanto pare, riguardano anche gli spazi più angusti. L'immobile, situato in via Cavallerini, è stato al centro di una polemica sollevata dal Sunia, il sindacato degli inquilini della Cgil, che ha denunciato l'annuncio come un record negativo destinato a far discutere.
La denuncia del Sunia e le dimensioni dell'alloggio
A lanciare l'allarme è stato Marzio Govoni, presidente del sindacato Inquilini della Cgil di Modena, il quale ha parlato di un'operazione emblematica delle speculazioni estreme che ormai soffocano il mercato abitativo cittadino. L'annuncio, comparso inizialmente sul noto portale Immobiliare.it, proponeva un monolocale definito "ideale come appoggio per brevi periodi", completo di arredo.
Osservando le foto, il Sunia ha descritto uno spazio organizzato per ospitare un letto singolo, un piccolo punto cottura con un fornello portatile e un angolo bagno estremamente ridotto, dove doccia e water sono concentrati in pochi centimetri. All'ingresso, la presenza di un armadietto e di un frigorifero renderebbe l'accesso tutt'altro che agevole, quasi una sfida quotidiana per chi dovesse abitarvi.
Il costo e la polemica sulle spese accessorie
Il canone di locazione richiesto era di 200 euro al mese, una cifra che, in una città dal caro-affitti noto come Modena, poteva apparire quasi allettante. Tuttavia, come ha sottolineato il sindacato, a questa somma vanno aggiunte spese accessorie pari a 130 euro mensili, portando il totale a 330 euro al mese per sette metri quadri. Il Sunia ha definito questa cifra "sproporzionata", soprattutto considerando l'assenza di un impianto a gas nell'immobile.
Per rendere l'idea, il sindacato ha osservato che, applicando lo stesso criterio, un appartamento di 90 metri quadrati nello stesso stabile pagherebbe oltre 20 mila euro all'anno di spese condominiali e luce.
La vicenda dell'annuncio e la questione della metratura
A rendere la vicenda ancora più singolare è stata la sorte dell'annuncio stesso. Poche ore dopo la denuncia del sindacato, l'inserzione è sparita improvvisamente da Immobiliare.it, per poi ricomparire su un altro sito, Idealista.it. A notare l'anomalia è stato lo stesso Marzio Govoni, che in una nuova nota ha evidenziato un dettaglio curioso e forse significativo: nel nuovo annuncio, la metratura dichiarata non era più di 7 ma di 11 metri quadri, con la precisazione che si tratta di superficie "commerciale" e non calpestabile.
I requisiti minimi abitativi e le reazioni
La contestazione del Sunia, però, non si limita al costo o alla metratura dichiarata, ma tocca il cuore della legittimità dell'offerta. L'immobile, infatti, veniva proposto con un contratto a canone libero di 4+4 anni, nonostante le sue caratteristiche. Il sindacato ha ricordato che fino al 2024 il limite dimensionale per un'unità abitativa era di 28 metri quadri, ridotto poi a 20 metri quadri con l'entrata in vigore del decreto "Salva Casa".
Un immobile di sette metri quadri, quindi, si colloca ben al di sotto dei requisiti minimi previsti dalla legge per essere destinato a uso abitativo. Secondo il Sunia, questa situazione è un esempio di una pratica sempre più diffusa, in cui immobili non conformi vengono mascherati con contratti di natura commerciale o transitori, finendo spesso per alimentare un mercato poco trasparente.
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