Bologna, stanza di 11 metri quadri a 650 euro: l'annuncio che riaccende il caro-affitti
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Una stanza di appena 11 metri quadrati a 650 euro al mese. È l'annuncio che torna a far discutere a Bologna sul caro-affitti, riportato alla ribalta da uno storico attivista bolognese che l'ha ripubblicato sui social facendolo diventare virale. La camera si trova in Viale Giovanni Vicini 20, in zona Saragozza, all'interno di un appartamento condiviso da sei persone. Il canone è di 650 euro mensili, con un minimo di sei mesi prenotabili e un massimo di diciotto.
Tra le condizioni presenti nell'inserimento c'è quella che «non è possibile effettuare visite», elemento che ha alimentato le critiche e i sospetti di chi cerca casa in città.
Un mercato sotto pressione
L'annuncio non è un caso isolato, ma fotografa una tensione abitativa che a Bologna raggiunge livelli tra i più alti d'Italia. Secondo un'elaborazione di Cna nazionale, per un appartamento di 70 metri quadri in città si spendono in media 1.250 euro al mese, una cifra che colloca il capoluogo emiliano al quarto posto in Italia per costo degli affitti, preceduto soltanto da Milano, Firenze e Roma.
Se si guarda invece all'incidenza del canone sugli stipendi, Bologna sale addirittura al terzo posto: per pagare l'affitto se ne va in media il 58% dello stipendio, contro il 73% di Milano e il 62% di Firenze.
Canoni concordati in calo
A fronte di questa pressione, i contratti a canone concordato – lo strumento pensato per calmierare i prezzi – sono in netta diminuzione. I dati elaborati dal Sunia su fonti dell'Agenzia delle entrate mostrano che a Bologna i contratti a canone calmierato sono passati da 4.112 nel 2018 a 2.495 nel 2023, con un calo del 19,4%. Dopo un lieve miglioramento legato all'aggiornamento delle tariffe del 2024, nel 2025 si contano 3.316 contratti a canone concordato. Nello stesso periodo, i contratti a mercato libero hanno continuato a correre.
Le iniziative pubbliche
Il Comune di Bologna ha provato a intervenire con un Protocollo d'intesa siglato insieme a Città metropolitana, Università, sindacati degli inquilini e associazioni dei proprietari, con l'obiettivo di incentivare la trasformazione dei contratti da canone libero a canone concordato e sostenere la riduzione degli affitti per chi già usufruisce di un contratto agevolato. Il protocollo prevede anche forme di sostegno per gli operatori dell'ospitalità extra alberghiera che scelgano di affittare in via transitoria a studenti universitari, lavoratori in mobilità geografica e operatori sanitari.
L'amministrazione ha messo a disposizione incentivi ai locatori per un milione di euro, affiancati da un'agevolazione IMU per i proprietari che optano per il canone concordato, con aliquota allo 0,76% anziché 1,06%.
Le regole dell'annuncio
Tornando all'inserimento di Viale Giovanni Vicini, l'annuncio specifica che «gli spazi in zona si esauriscono rapidamente» e che l'appartamento, di 160 metri quadri, dispone di due bagni, ascensore, lavastoviglie, lavatrice e riscaldamento centralizzato. La stanza è arredata, con balcone privato e accesso a spazi condivisi. Il contratto prevede modalità di calcolo su base quindicinale, con meccanismo di pagamento che varia a seconda della data di check-in e check-out. La locazione è rivolta a studenti e giovani lavoratori di età compresa tra i 18 e i 35 anni.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
