Milano, gli affitti frenano dopo anni di rincari: canone medio fermo a 23,30 euro al metro quadro
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Redazione Economia
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Dopo anni di aumenti continui, che hanno reso Milano la città più costosa d'Italia per chi cerca una casa in locazione, il mercato degli affitti nel capoluogo lombardo mostra finalmente i primi segnali di una stabilizzazione. L'ultimo rapporto dell'Ufficio Studi di Idealista, relativo al secondo trimestre del 2026, registra canoni invariati rispetto ai tre mesi precedenti, con un prezzo medio al metro quadro che si attesta così a 23,30 euro, segnando una lieve flessione dell'1,5% su base annua.
Un dato che, per quanto circoscritto, assume un peso specifico notevole se si considera il contesto di una città in cui il costo della vita, complice l'inflazione che nel primo semestre del 2026 ha segnato un +2,5%, ha messo a dura prova i bilanci delle famiglie.
Un mercato a due velocità e la crisi del potere d'acquisto
La fotografia scattata da Idealista, che monitora il mercato immobiliare dal 2012, restituisce un quadro nazionale in cui il canone medio ha toccato un nuovo massimo storico, pari a 15,4 euro al metro quadro, con un incremento del 4,2% rispetto al trimestre precedente. Milano, tuttavia, si muove in controtendenza rispetto a questa media, mostrando una dinamica ormai prossima a un limite di sostenibilità per molte famiglie, come sottolineato da Vincenzo De Tommaso, responsabile dell'Ufficio Studi di Idealista.
E questo accade mentre la realtà quotidiana dell'inflazione si fa sentire in modo particolare sulle spese obbligate: a giugno 2026, gli affitti per la prima casa erano in media più alti del 4,8% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, mentre le bollette dell'elettricità e del gas hanno registrato rincari rispettivamente del 10% e del 9,4%. Tradotto in termini concreti, un canone da 1.500 euro è lievitato di oltre 850 euro in un solo anno, e il costo complessivo della vita a Milano, rispetto al periodo pre-Covid, è aumentato dal 25 al 30%.
Un carico che ha spinto il capoluogo lombardo al 53° posto su 69 città nella classifica globale per reddito disponibile dopo il pagamento dell'affitto, secondo il report della Deutsche Bank.
Il canone concordato come via d'uscita: la ricetta di FIMAA
In questo scenario, la maggiore disponibilità di case sul mercato della locazione a Milano potrebbe rendere sempre più interessanti i contratti a canone concordato. Se ne è detto convinto Marco Zanardi, eletto lo scorso giugno alla presidenza della FIMAA (la Federazione dei mediatori aderente a Confcommercio) per Milano, Monza e Brianza e Lodi.
Secondo Zanardi, il canone concordato rappresenta una soluzione vantaggiosa per entrambe le parti, quello che nel linguaggio del marketing si definirebbe un "win win": costi minori per gli inquilini e, per i proprietari, un incasso netto più alto grazie ai significativi vantaggi fiscali, come la cedolare secca al 10%. Una prospettiva che assume rilievo in un mercato in cui, al primo trimestre del 2026, la quota di annunci con prezzo ribassato ha raggiunto il 16%, il dato più alto tra le principali città italiane.
La geografia dei prezzi: centro storico e periferie
Analizzando il tessuto urbano, emerge una geografia dei prezzi che conferma le distanze tra le diverse zone della città. Il Centro Storico si conferma l'area più cara, con un canone medio di 35 euro al metro quadro, seguito da Garibaldi-Porta Venezia a 26,2 euro e dai Navigli-Bocconi a 25 euro. Sul fronte opposto, Baggio si attesta come il quartiere più accessibile con 16,3 euro al metro quadro, dove un bilocale di 60 metri quadrati può comunque superare i mille euro al mese, spese condominiali escluse.
Se da un lato zone come Corvetto-Rogoredo e Lorenteggio-Bande Nere hanno raggiunto il massimo storico delle rilevazioni, toccando i 20 euro al metro quadro, dall'altro i rincari più forti del secondo trimestre si registrano a San Siro-Trenno-Figino (+4,8%) e Forlanini (+3,7%), aree che restano comunque al di sotto della media cittadina.
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