Borse europee frenano, a Milano crolla Diasorin dopo il taglio delle stime

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'apertura incerta di Piazza Affari, che aveva visto un timido guadagno dello 0,14% per l'indice Ftse Mib, si è rapidamente trasformata in un avvio di sedita in netto ribasso, con i listini europei che hanno prontamente tirato il freno dopo il rimbalzo della vigilia. Gli investitori, i quali avevano temporaneamente accantonato le preoccupazioni per le valutazioni eccessive dei titoli tecnologici e per i possibili eccessi speculativi legati all'intelligenza artificiale, hanno dirottato la loro attenzione verso un fitto calendario di bilanci trimestrali, i cui esiti non sempre hanno corrisposto alle aspettative del mercato. I dati macroeconomici statunitensi, pubblicati il giorno precedente da istituti privati a causa dello shutdown federale, avevano iniettato un certo ottimismo, ma la seduta odierna si presenta sotto tono, con l'EuroStoxx 50 che segna un calo dello 0,3%.

Il tonfo di Diasorin e le trimestrali deludenti

Sul listino milanese, caratterizzato da una flessione dello 0,3%, spicca in negativo il crollo di Diasorin, il cui titolo, a causa di un taglio delle previsioni di guadagno, non è riuscito inizialmente a formare un prezzo, registrando una perdita teorica superiore al 10%. Il gruppo, che opera nel settore della diagnostica, ha quindi comunicato una guidance rivista al ribasso, un annuncio che ha immediatamente pesato sulle quotazioni, travolgendo gli animi degli operatori. A deprimere ulteriormente il clima di Piazza Affari, si sono poi rivelati gli esiti delle trimestrali di Mediobanca e di Tim, le cui performance hanno spinto i rispettivi titoli a cedimenti del 2% e dell'1,45%, contribuendo a delineare un quadro complessivamente debole per la borsa italiana.

Le luci di Bper Bps e il contesto europeo

In netto contrasto con il trend negativo, svettano invece Bper Bps e Bper, le cui azioni hanno guadagnato rispettivamente il 2,46% e l'1,88%, continuando a cavalcare l'onda positiva generata dalla pubblicazione dei conti e dal processo di fusione tra le due entità creditizie. Questo dinamismo, tuttavia, non basta a trainare l'intero listino, il quale risente del clima cauto che pervade le principali piazze finanziarie del Vecchio Continente. Oltreconfine, del resto, la situazione non appare più rosea: la produzione industriale tedesca, seppur in crescita dello 0,2% su base mensile, è infatti aumentata meno del previsto, offrendo un segnale di ripresa più fiacco di quanto atteso dagli analisti.

Le delusioni Oltralpe e i settori sotto pressione

A confermare le difficoltà del panorama europeo, arrivano con forza i dati dalle borse di Parigi e Francoforte, che cedono rispettivamente lo 0,6% e lo 0,18%, mentre Amsterdam segna un -0,13%. Tra i titoli che hanno subito le pressioni più significative, spicca il francese Legrand, specializzato in componentistica elettrica, il quale ha perso il 10% dopo aver comunicato ricavi trimestrali al di sotto delle attese, un risultato che il gruppo ha attribuito, in parte, anche all'impatto dei dazi imposti dagli Stati Uniti. Nello stesso settore, anche Schneider Electric e Siemens Energy hanno registrato cali di circa il 2%, a dimostrazione di una certa fragilità di un comparto chiave per l'industria europea, il quale sembra risentire delle tensioni commerciali internazionali.

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