L’incidente sull’A1 e il cordoglio del mondo imprenditoriale: chi era Cesare Cesarini
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Redazione Interno
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Il terribile schianto che ieri pomeriggio ha sconvolto il tratto laziale dell’Autostrada del Sole ha strappato all’affetto dei suoi cari e alla comunità economica umbra una figura di spicco del settore produttivo. Cesare Cesarini, settantaduenne direttore di Confapi Terni, ha perso la vita in un violento impatto con un furgone nei pressi di Ponzano Romano, mentre viaggiava a bordo della sua Mercedes GLC con la moglie Antonella, la figlia Ginevra e un’amica di quest’ultima.
Le dinamiche esatte dell’incidente, avvenuto poco dopo le 14 e 30 al chilometro 524+500, sono attualmente al vaglio della polizia stradale che sta cercando di ricostruire l’esatta sequenza degli eventi che ha portato al fatale scontro.
Il vuoto lasciato nel sistema delle piccole e medie imprese
La scomparsa di Cesarini, avvenuta in circostanze tanto improvvise quanto drammatiche, lascia un solco profondo nel panorama associativo ternano e umbro. Prima di approdare al mondo della rappresentanza datoriale, dove ha saputo farsi apprezzare per la sua competenza e la sua dedizione, il dirigente aveva maturato una lunga esperienza in Telecom, ricoprendo incarichi di crescente responsabilità che gli avevano fornito una visione strategica del tessuto economico.
Questa particolare sensibilità, unita a una spiccata capacità di mediazione, lo aveva reso un punto di riferimento costante per le piccole e medie imprese del territorio, che vedevano in lui non solo un interprete delle loro istanze, ma un alleato concreto nel dialogo con le istituzioni.
Il cordoglio unanime delle forze politiche e del sindaco
L’eco della tragedia ha subito varcato i confini della sfera professionale per investire quella politica, con un messaggio di vicinanza firmato dai principali esponenti dell’opposizione regionale.
I consiglieri Donatella Tesei, Enrico Melasecche (Lega Umbria), Eleonora Pace, Paola Agabiti, Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Laura Pernazza, Andrea Romizi (Forza Italia) e Nilo Arcudi (Tp-Uc) hanno voluto sottolineare come Cesarini abbia sempre creduto fermamente nel valore del confronto, nella necessità di costruire opportunità di crescita e nella sinergia tra il mondo produttivo e le pubbliche amministrazioni.
Anche il sindaco Stefano Bandecchi ha espresso il proprio cordoglio a nome di tutta l’amministrazione comunale, inviando un telegramma alla famiglia per testimoniare la vicinanza della città a una figura che, a suo dire, ha dato moltissimo non solo all’artigianato e allo sviluppo economico ternano, ma all’intero sistema delle attività produttive umbre, dimostrandosi un manager attento alle dinamiche sociali e urbane.
L’impegno sociale oltre l’attività associativa
Al di là degli impegni istituzionali e della quotidiana gestione delle problematiche aziendali, Cesarini coltivava da anni una profonda dedizione al volontariato e all’impegno civile, che lo aveva portato a essere un attivo membro dell’associazione Lions e a collaborare stabilmente con la Comunità Incontro. Questa sua duplice anima, quella del manager attento ai bilanci e delle regole e quella dell’uomo sensibile alle fragilità e alle opportunità di riscatto, emerge con chiarezza nel ricordo che ne danno i colleghi e gli amici.
La sua eredità, fatta di passione per il lavoro e di una rara umanità, rappresenta ora il lascito più significativo per chi ha avuto la fortuna di incrociare il suo cammino professionale e umano, in un momento in cui il dolore per la sua perdita si mescola alla gratitudine per quanto ha saputo costruire.
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