Spesa al supermercato, la mappa del risparmio 2026: in Veneto si può risparmiare uno stipendio all’anno
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Redazione Economia
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Fare la spesa al supermercato, in un contesto economico in cui i prezzi dei beni di consumo continuano a mantenere pressione sui bilanci familiari, si trasforma sempre più in un esercizio di calcolo e strategia. Una famiglia di quattro persone, stando a quanto emerge dall’ultima indagine condotta da Altroconsumo, può arrivare a risparmiare fino a 3.790 euro l'anno, equivalenti a circa il 40% di una spesa media annua stimata in 9.450 euro.
Questo dato, che di fatto rappresenta l'equivalente di uno stipendio mensile, è il risultato di un'analisi che ha passato al setaccio 1,5 milioni di prezzi in 1.158 punti vendita, tra supermercati, ipermercati e discount, distribuiti in 67 città italiane. Le rilevazioni, effettuate tra il 16 febbraio e il 13 marzo 2026, hanno interessato 124 categorie di prodotti tra le più acquistate secondo l'Istat, disegnando una geografia della convenienza che premia chi è disposto a cambiare negozio a seconda di ciò che deve comprare.
I numeri del risparmio e il primato del Veneto
Il potenziale di risparmio varia significativamente a seconda della composizione del nucleo familiare. Se per una famiglia con quattro componenti il taglio massimo sul budget annuo sfiora i 3.800 euro, per le coppie si parla di un risparmio fino a 3.355 euro su una spesa media di 8.360 euro, mentre per i single l'analisi di Altroconsumo indica un taglio potenziale di 2.305 euro su un'uscita annua standard di 5.740 euro. Un dato, quest'ultimo, che sottolinea come la convenienza non sia solo un tema per i grandi numeri.
La ricerca ha costruito quattro diversi panieri di riferimento – prodotti di marca, a marchio del distributore, primi prezzi e spesa mista – per fotografare le diverse strategie d'acquisto. Il quadro che ne esce mostra un'Italia a due velocità: se in Calabria e Campania la spesa per il cibo assorbe il 19% delle entrate familiari e in Sicilia il 18%, queste percentuali si riducono man mano che si sale verso Nord, attestandosi al 12% in Emilia-Romagna e Veneto, all'11% in Lombardia e al 10% in Trentino-Alto Adige.
È proprio il Veneto, assieme al Trentino-Alto Adige, a risultare tra le regioni con la spesa media annua più bassa, con un costo per famiglia che si aggira intorno ai 6.975 euro.
La classifica delle insegne: discount e supermercati a confronto
La mappa della convenienza tracciata da Altroconsumo assegna il primato assoluto a Eurospin, che si conferma l'insegna più economica per il paniere dei prodotti a minor prezzo, facendo da spartiacque per l'intero settore. Nel dettaglio, per la spesa mista, che combina prodotti di marca, private label e articoli economici, il podio è condiviso da Eurospin e In's, seguiti da Lidl e Aldi.
Spostando l'attenzione sui supermercati e ipermercati tradizionali per questo stesso tipo di carrello, la leadership è invece di Dok, una new entry che ha scalato la classifica, mentre Carrefour Market risulta l'insegna meno conveniente in questa categoria. Per chi predilige i prodotti a marchio del distributore, spesso considerati un buon compromesso tra qualità e prezzo, è Spazio Conad a conquistare il primo posto, con un vantaggio del 19% rispetto all'insegna meno conveniente.
Diverso il discorso per i prodotti di marca, dove le differenze tra le varie insegne si assottigliano: qui Ipercoop e Spazio Conad guidano la classifica, garantendo un risparmio massimo del 7% rispetto ai competitor più costosi.
Treviso e il supermercato più conveniente d'Italia
Se il dato aggregato parla di un Nord-Est virtuoso, il primato assoluto a livello di singolo punto vendita ha un nome e un cognome: Mega. Il supermercato del gruppo veneto Unicomm, con sede a Treville, nel Vicentino, risulta il più conveniente d'Italia per i prodotti di marca. L'insegna, che conta due punti vendita a Treviso (uno nel quartiere di Sant'Antonino e uno lungo la Noalese), si è imposta nella classifica nazionale, sbaragliando la concorrenza e piazzando altri iper del gruppo Rossetto nella top-ten nazionale.
Un risultato che conferma l'importanza delle catene locali e la loro capacità di offrire un rapporto qualità-prezzo competitivo, rendendo la città di Treviso un caso di studio nel panorama della grande distribuzione italiana. L'indagine evidenzia come in città come Treviso e Venezia, la scelta oculata del supermercato possa portare a un vantaggio annuo di circa 1.100 euro, un dato che spinge molti consumatori a rivedere le proprie abitudini di acquisto.
Il costo della spesa nelle città italiane
Oltre alla dimensione regionale e all'analisi per insegna, l'indagine di Altroconsumo fornisce un focus sulle singole realtà urbane. Milano, ad esempio, si distingue come la città in cui la forbice tra il punto vendita più caro e quello più conveniente si allarga maggiormente, con un risparmio potenziale che può raggiungere 1.390 euro all'anno. Al contrario, alcune città del centro Italia si rivelano tra le più economiche in assoluto: Pistoia, Lucca, Firenze e Prato registrano una spesa media annua per famiglia che si aggira intorno ai 6.900 euro, posizionandosi in cima alla classifica della convenienza e delineando una Toscana come una delle roccaforti per il risparmio sulla spesa alimentare. Ai poli opposti si collocano Genova, Sassari, Aosta e Teramo, dove la spesa media annua sale a 7.700 euro. Questo quadro composito dimostra come, a parità di condizioni economiche nazionali, le differenze territoriali giochino un ruolo determinante nel definire l'impatto della spesa alimentare sul reddito disponibile delle famiglie.
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