Perché Putin snobba Trump? L’ultimatum di Washington e il silenzio di Mosca

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Donald Trump, che non nasconde la sua irritazione, ha deciso di stringere i tempi: al presidente russo Vladimir Putin restano ormai solo dieci giorni per accettare un cessate il fuoco in Ucraina, prima che gli Stati Uniti adottino nuove misure economiche. Una scadenza ben più stretta rispetto ai cinquanta giorni concessi all’inizio di luglio, segno che la pazienza della Casa Bianca – dopo la recente decisione di autorizzare la vendita di armi americane agli alleati europei per sostenere Kiev – si sta esaurendo.

A bordo dell’Air Force One, Trump ha precisato che le contromisure potrebbero includere sanzioni, dazi fino al 100% sulle importazioni russe e altre azioni punitive, colpendo indirettamente anche i partner commerciali di Mosca. «Da loro nessuna risposta, è una vergogna», ha aggiunto, sottolineando il silenzio del Cremlino. Un atteggiamento che, se da un lato riflette la consueta strategia del temporeggiare, dall’altro sembra quasi una provocazione, considerando il tono sempre più diretto delle dichiarazioni americane.

Intanto, il regime di Putin continua a mostrare il pugno di ferro all’interno. A Ufa, negli Urali, la giornalista Olga Komleva è stata condannata a dodici anni di carcere con l’accusa di aver collaborato con l’organizzazione di Alexei Navalny – bollata come «estremista» – e di aver diffuso «notizie false» sull’esercito russo durante la guerra in Ucraina. Un verdetto che rientra in una campagna repressiva sempre più feroce, mentre il governo cerca di soffocare ogni dissenso.

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