Remigrazione e riconquista, Roma si divide tra cortei e proteste opposte

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La manifestazione “Remigrazione e riconquista” ha portato migliaia di persone in piazza a Roma in una giornata segnata da forti contrapposizioni politiche e da un imponente dispositivo di sicurezza. La Capitale si è ritrovata al centro di quattro distinti cortei, promossi da realtà e movimenti di orientamento diverso, con il rione Prati trasformato nel principale punto di riferimento della mobilitazione dell’estrema destra. A pochi passi dalle mura vaticane, i partecipanti si sono radunati in piazza della Libertà prima della partenza del corteo nazionale promosso dal comitato “Remigrazione e Riconquista”.

Tra i manifestanti erano presenti numerose bandiere tricolori e molti partecipanti indossavano t-shirt nere. Il corteo è stato organizzato per sostenere una proposta di legge di iniziativa popolare contro l’immigrazione irregolare. Secondo quanto riferito dai promotori, il testo avrebbe già raccolto oltre 150mila firme. Alla mobilitazione hanno aderito diverse realtà riconducibili all’area neofascista, tra cui CasaPound, riunite sotto la sigla che ha dato il nome all’iniziativa.

Roma blindata tra manifestazioni contrapposte

La giornata è stata caratterizzata dalla contemporanea presenza di più cortei distribuiti in diversi quartieri della città. Oltre alla manifestazione per la remigrazione e la riconquista nel quartiere Prati, si è svolta una contromanifestazione antifascista che ha richiamato associazioni, sindacati e gruppi organizzati. I primi manifestanti si sono radunati nell’area del Colosseo, esponendo cartelli con Roberto Vannacci raffigurato a testa in giù e bandiere della Palestina, prima di dirigersi verso piazza Vittorio.

Durante il corteo antifascista sono risuonati cori contro la manifestazione in corso a Prati. Alla mobilitazione hanno preso parte organizzazioni sindacali, tra cui la Cgil, insieme all’Anpi, a diverse associazioni e alla rete No Kings. La protesta è stata presentata come una risposta diretta all’iniziativa promossa dal comitato “Remigrazione e Riconquista”, contribuendo ad accentuare il clima di contrapposizione che ha attraversato la città nel corso della giornata.

Gli altri cortei nella Capitale

Il sabato romano non è stato segnato soltanto dal confronto tra la manifestazione per la remigrazione e il corteo antifascista. Un altro gruppo di manifestanti si è radunato in piazzale del Verano. Qui studenti appartenenti ai collettivi Osa e Cambiare Rotta, insieme ai movimenti per il diritto all’abitare, hanno dato vita a una mobilitazione diretta verso Porta Pia, sede del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Alla complessa gestione dell’ordine pubblico si è aggiunto anche un quarto appuntamento organizzato dai Pro Vita. La presenza simultanea di quattro cortei differenti ha reso necessaria una vasta organizzazione delle misure di sicurezza in numerose aree della Capitale. Roma ha così vissuto una delle giornate politicamente più delicate delle ultime settimane, con piazze occupate da gruppi e rivendicazioni profondamente diverse, distribuite tra il centro storico, il quartiere Prati e le altre zone interessate dalle manifestazioni.

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