Roma chiude un 2025 da record tra turismo natalizio e il traguardo di Fiumicino
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Redazione Economia
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La Capitale si conferma, senza alcun dubbio, una delle mete più ambite a livello globale, un dato che emerge con chiarezza dall’analisi dei flussi registrati durante le recenti festività. Tra il 23 e il 28 dicembre, infatti, le strutture ricettive della città hanno stimato ben 338.100 arrivi, con un incremento di quasi il tre percento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre le presenze hanno superato le 770.200 unità. Un successo, quest’ultimo, che si traduce in oltre settecentomila pernottamenti, i quali dimostrano come l’attrattiva di Roma trascenda la semplice visita museale per abbracciare un’esperienza più lunga e radicata nel territorio. L’assessore capitolino Alessandro Onorato ha rimarcato, del resto, come la tendenza positiva non sia stata un episodio isolato ma si sia protratta per l’intero arco delle feste, trovando un ulteriore momento di propulsione nel concertone di Capodanno al Circo Massimo, evento gratuito capace di attrarre un pubblico numeroso e variegato.
Lo scalo che guarda al futuro
A pochi chilometri dal centro, intanto, un altro primato storico è stato raggiunto e certifica, in modo ancor più tangibile, la ripresa dei volumi di traffico aerei su scala internazionale. L’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, infatti, ha superato per la prima volta la soglia simbolica dei cinquanta milioni di passeggeri movimentati in un solo anno, un traguardo che giunge alle porte del periodo natalizio e che apre prospettive di sviluppo e nuovi investimenti per lo scalo. Gestito da Aeroporti di Roma, società del gruppo Mundys, il hub si appresta ad accogliere, stando alle previsioni, oltre due milioni di viaggiatori soltanto nel lasso di tempo compreso tra il 22 dicembre e il 7 gennaio, numeri che ne rafforzano il ruolo strategico per la connettività del Paese. Molti di loro, è evidente, avevano come destinazione finale la città eterna, contribuendo a quel clima di fervore che ha caratterizzato le strade e le piazze romane.
Una crescita a macchia d’olio
Il fenomeno, per quanto particolarmente visibile a Roma, non è stato circoscritto alla sola Capitale ma ha interessato l’intera penisola, con dinamiche anche superiori in alcune aree. Il mese di dicembre nel suo complesso ha fatto registrare, a livello nazionale, oltre venti milioni di presenze tra città e località turistiche, un dato che riflette politiche di valorizzazione territoriale sempre più efficaci. A trainare la crescita, inaspettatamente per alcuni, sono state principalmente le regioni del Sud, le quali hanno fatto segnare aumenti percentuali a doppia cifra in diverse realtà: la Calabria, con un più 9,4%, il Molise e la Basilicata, rispettivamente a +7,7% e +7%, si sono distinte insieme a Puglia e Campania, le cui performance positive si inseriscono in un quadro di generale ripresa del turismo interno e internazionale.
La spesa che sostiene l’economia
Parallelamente all’aumento dei flussi di persone, è cresciuta in modo significativo anche la propensione alla spesa, un elemento fondamentale per comprendere la reale portata economica di questo boom. Gli italiani, nonostante le note incertezze legate al contesto geopolitico internazionale e con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump nuovamente alla Casa Bianca, non hanno rinunciato a investire nelle tradizioni del periodo, destinando risorse consistenti sia all’acquisto di regali che al consumo di cibo e bevande di qualità. Una tendenza, questa, che ha interessato trasversalmente le diverse destinazioni, dalle grandi città d’arte ai borghi più piccoli, e che ha offerto un sollievo importante a molte attività commerciali e della ristorazione, le quali avevano attraversato fasi complesse negli anni passati. Il risultato finale, dunque, è quello di un comparto vitale e in movimento, capace di trainare indotto e occupazione.




