Lautaro bestemmia ma non viene squalificato, in Serie B invece è caos
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Redazione Sport
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Il Giudice Sportivo della Serie A, Gerardo Mastrandrea, ha deciso di non intervenire nei confronti di Lautaro Martinez, capitano dell’Inter, nonostante le immagini televisive lo abbiano ripreso mentre, nel post-partita del derby d’Italia contro la Juventus, pronunciava quelle che sembrano esclamazioni blasfeme. La mancata squalifica, tuttavia, non è dovuta a una tolleranza particolare verso l’argentino, bensì a una questione tecnica: per comminare una sanzione, infatti, è necessaria una prova certa, come l’audio, che in questo caso non è disponibile. Il labiale, per quanto chiaro, non basta.
La decisione ha sollevato non poche polemiche, soprattutto alla luce di quanto accaduto in Serie B nello stesso turno. Alex Ferrari, difensore della Sampdoria, è stato invece sanzionato per un episodio analogo, dimostrando come il regolamento venga applicato in modo diverso a seconda delle categorie. Una discrepanza che ha portato il giornalista Paolo Del Genio a commentare con amarezza la vicenda, sottolineando come, in assenza di prove definitive, le norme sembrino perdere di efficacia. "Mi verrebbe da chiosare con una frase triste: allora si può bestemmiare?", ha dichiarato ai microfoni di Kiss Kiss Napoli, lasciando intendere una certa frustrazione verso un sistema che appare incoerente.
La questione, però, non si limita a una semplice divergenza tra Serie A e Serie B. Il caso di Lautaro Martinez ha riacceso il dibattito sull’effettiva applicazione delle regole, soprattutto quando si tratta di episodi che, pur non avendo un impatto diretto sul campo, coinvolgono aspetti etici e di immagine. Se da un lato è comprensibile la necessità di prove inconfutabili per evitare sanzioni ingiuste, dall’altro emerge una certa disparità di trattamento che rischia di minare la credibilità del sistema.
Mentre in Serie A si discute di labiali e mancanza di audio, in Serie B la linea sembra essere più netta. Alex Ferrari, infatti, è stato punito senza troppi giri di parole, dimostrando come, in alcuni contesti, le regole vengano applicate con maggiore severità. Una differenza che non passa inosservata e che alimenta ulteriormente le critiche verso un sistema giudiziario sportivo che, almeno in questo caso, sembra navigare a vista.




