Giornata mondiale del rene, tra prevenzione e silenziosità di una patologia spesso ignorata
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Redazione Salute
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Si svolgerà giovedì 12 marzo 2026, in numerosi ospedali e strutture sanitarie del territorio nazionale, la Giornata Mondiale del Rene, un appuntamento che da anni la Società Italiana di Nefrologia (SIN) e la Fondazione Italiana del Rene (FIR) promuovono con l’obiettivo di accendere i riflettori su una malattia, quella renale cronica, della quale si parla forse ancora troppo poco. L’iniziativa, che quest’anno adotta lo slogan “Vicini alle persone, attenti al pianeta”, vuole richiamare l’attenzione non solo sulla necessità di diagnosi tempestive, ma anche sull’impatto che trattamenti salvavita come la dialisi, i quali richiedono ingenti consumi di acqua ed energia, hanno sull’ambiente. Le proiezioni, d’altronde, parlano chiaro: entro il 2040, se non si inverte la rotta, le patologie renali potrebbero diventare la quinta causa di morte a livello globale, superando altre malattie cronico-degenerative su cui pure, negli ultimi decenni, si è concentrata l’attenzione pubblica.
Il nodo cruciale, e lo sottolineano i nefrologi coinvolti nelle varie iniziative, risiede nella subdola asintomaticità della Malattia Renale Cronica (MRC). Si stima che in Italia circa una persona su dieci presenti una qualche forma di compromissione della funzione renale, spesso senza saperlo e senza avvertire alcun disturbo. Si tratta di un organo, il rene, che continua a lavorare, seppur in modo deficitariaio, fino a quando il danno non diventa irreversibile e, a quel punto, le possibilità di intervento si riducono drasticamente a terapie sostitutive come la dialisi o il trapianto. Per questo motivo, l’offerta di screening gratuiti, che si terranno in diverse regioni, dall’Asst di Cremona all’Ospedale Bolognini di Seriate, passando per l’ASL CN2 in Piemonte e il “SS. Trinità” di Sora nel Lazio, rappresenta un’occasione concreta per intercettare chi ignora di essere malato.
Esami semplici per un organo complesso, la sfida della diagnosi precoce
Gli open day del 12 marzo, che in molte realtà prevedono l’apertura delle unità operative di Nefrologia e Dialisi dalle prime ore del mattino fino al pomeriggio, permetteranno ai cittadini di sottoporsi a controlli di base ma estremamente significativi. La misurazione della pressione arteriosa, l’esame delle urine con stick e un prelievo per la creatininemia sono test poco invasivi e dal costo irrisorio, eppure in grado di rivelare alterazioni che potrebbero passare inosservate per anni. A Seriate, come a Cremona, i medici saranno a disposizione per colloqui informativi, mentre in alcune realtà, come l’ASL CN2 di Verduno e Alba, l’offerta si arricchirà di consulenze dietologiche e di supporto per smettere di fumare, a dimostrazione di quanto gli stili di vita siano correlati alla salute renale. Il dottor Ernesto Anselmo Cioffi, responsabile dell’Unità di Nefrologia a Sora, ha ricordato come intercettare la patologia in tempo significhi poter rallentare la progressione verso l’insufficienza terminale, evitando o quantomeno ritardando l’ingresso in dialisi.
La silenziosità del sintomo e il legame con le patologie metaboliche
Uno degli aspetti più insidiosi della MRC è la sua stretta correlazione con altre patologie diffusissime nella popolazione, come il diabete mellito e l’ipertensione arteriosa, condizioni che spesso il paziente tende a sottovalutare o a gestire in modo non ottimale. Il rene, infatti, è uno degli organi bersaglio di queste malattie, e il danno che ne deriva si accumula lentamente, anno dopo anno. A Nichelino, l’ASL TO5 ha scelto addirittura di portare la prevenzione fuori dagli ambulatori, allestendo un punto informativo all’interno del centro commerciale “I Viali”, un luogo di passaggio quotidiano dove è più facile incontrare persone che forse non si sono mai sottoposte a uno specialista. Il direttore della S.C. Nefrologia dell’ASL TO5, dottor Gianluca Leonardi, ha spiegato come la malattia renale cronica sia spesso silenziosa, ma possa essere intercettata proprio con quei controlli semplici e accessibili che vengono offerti in questa giornata.
L’impatto ambientale della dialisi e la sostenibilità delle cure
Lo slogan scelto per l’edizione 2026 aggiunge una variabile nuova e interessante al dibattito, ovvero quella della sostenibilità ambientale. La dialisi, pur rappresentando un trattamento indispensabile per decine di migliaia di italiani, è una procedura medicalmente complessa e con un’impronta ecologica rilevante: utilizza enormi quantità di acqua purificata, consuma energia elettrica per ore e produce una notevole mole di rifiuti plastici e sanitari. Prevenire la progressione della malattia significa, quindi, non solo guadagnare in termini di qualità della vita per il paziente, ma anche ridurre l’impatto sul pianeta, in un’ottica di sanità più circolare e attenta alle risorse. Una diagnosi precoce, insomma, consente di mantenere il paziente in terapia conservativa più a lungo, con benefici che si riverberano sull’intero sistema, evitando o posticipando l’accesso a trattamenti ad alta intensità di risorse.




