Carlo III esclude Beatrice ed Eugenia dal Royal Ascot: lo scandalo Epstein continua a pesare sulle figlie di Andrea
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La decisione, maturata a quanto si apprende da fonti vicine a Buckingham Palace e riportata dal Daily Mail, è arrivata come un fulmine a ciel sereno per le dirette interessate: le principesse Beatrice ed Eugenia di York non prenderanno parte al Royal Ascot di quest’anno, l'evento ippico che da secoli rappresenta uno degli appuntamenti mondani più iconici per la monarchia britannica. Re Carlo III, in quella che appare una mossa volta a tutelare l'istituzione da ulteriori imbarazzi, avrebbe personalmente deciso di escludere le nipoti dal tradizionale corteo in carrozza e dal prestigioso palco reale, un privilegio di cui hanno sempre goduto in passato. Alla base di questo provvedimento, che sa di ostracismo, vi sarebbero i persistenti legami d'ombra che avvolgono i loro genitori, l'ex principe Andrea e Sarah Ferguson, e le loro note frequentazioni con Jeffrey Epstein, il finanziere morto suicida nel 2019 dopo essere stato accusato di gravissimi reati sessuali. La presenza delle due sorelle, sebbene esse stesse estranee ai fatti contestati al padre, rischierebbe di riaccendere i riflettori su uno scandalo che il sovrano è invece determinato a circoscrivere, allontanando dal centro del potere chiunque possa, anche involontariamente, fungere da maldestro promemoria per l'opinione pubblica.
Il principe William e Kate tengono le distanze: "Niente foto con loro per il resto dell'anno"
L'esclusione dal Royal Ascot non rappresenta un episodio isolato, bensì il sintomo più evidente di un raffreddamento dei rapporti che coinvolge anche il futuro erede al trono e sua moglie. Secondo quanto ricostruito dalla stampa britannica, il principe William avrebbe esplicitamente consigliato agli altri membri della famiglia reale di evitare di farsi fotografare accanto alle cugine Beatrice ed Eugenia, e questa direttiva informale getterebbe un'ombra sulla loro partecipazione a qualsiasi impegno ufficiale per i prossimi mesi. Una fonte interna ha rivelato al Daily Mail come il clima di gelo sia diventato palpabile già durante le festività natalizie a Sandringham: sotto l'albero, pare non ci fossero regali per le figlie del duca di York da parte dei principi di Galles, un'umiliazione silenziosa che tutti avrebbero finto di non notare. Kate Middleton, in particolare, avrebbe mantenuto fin dall'inizio un atteggiamento prudente nei confronti delle cognate, un riserbo che alcuni riconducono alla storica vicinanza di Eugenia ai duchi di Sussex, Harry e Meghan, e a un presunto atteggiamento di sufficienza che il principe Andrea avrebbe instillato nelle figlie verso la comune origine borghese della Middleton.
La lontananza di Edoardo Mapelli Mozzi: impegni di lavoro o strategia difensiva?
A complicare ulteriormente il quadro, già di per sé complesso, per la principessa Beatrice si aggiunge la distanza fisica dal marito, l'imprenditore italiano Edoardo Mapelli Mozzi. Da settimane, come documentano i suoi profili social, il fondatore di Banda Property si trova negli Stati Uniti, tra Miami e Palm Beach, dove sta seguendo alcuni progetti immobiliari e dove è stato immortalato in pose spensierate e scorci di lussuosi cantieri, in netto contrasto con le tempeste mediatiche che imperversano a Londra. Sebbene i viaggi d'affari del 42enne siano all'ordine del giorno, la concomitanza con l'arresto del suocero – fermato per undici ore con l'accusa di abuso d'ufficio, anche se poi rilasciato senza accuse formali – e con la pubblicazione di ulteriori documenti scottanti legati al caso Epstein, ha alimentato più di una voce. Alcuni osservatori si spingono a parlare di una vera e propria strategia per "tenere la testa bassa", lontano dai riflettori e da un'istituzione che, agli occhi del mondo, appare sempre più come un campo minato. Per Beatrice, colpita duramente da questa emarginazione e già provata dalle rivelazioni sui genitori, la lontananza del consorte in un momento di tale fragilità rischia di rappresentare una ferita supplementare.
Una tradizione secolare spezzata: il peso di un cognome ingombrante
Il Royal Ascot, va ricordato, non è una semplice gara di cavalli: è una vetrina internazionale dove la monarchia sfoggia la sua continuità e il suo splendore, un rituale che prevede la processione in carrozza dal Castello di Windsor e una cena propiziatoria con il sovrano alla vigilia. Esserne esclusi significa essere tagliati fuori dal cuore pulsante della "Firm", per usare la definizione che ne dava il principe Filippo. Per Beatrice ed Eugenia, che hanno sempre preso parte a questo cerimoniale, la mancata convocazione è un segnale inequivocabile: il loro ramo della famiglia è ormai considerato "radioattivo". Il fatto che i loro nomi compaiano nei cosiddetti "Epstein files", sebbene non vi sia alcuna accusa a loro carico, li rende di fatto un bersaglio troppo facile per la stampa e, di conseguenza, un ingombro per un'istituzione che lotta per la propria credibilità. Mentre il principe Andrea, confinato nella tenuta di Sandringham a Wood Farm, continua a mantenere un profilo bassissimo, le sue figlie si trovano a fare i conti con le macerie lasciate dalle scelte del padre, tentando di proteggere i propri figli piccoli da un vortice che, nonostante i loro sforzi per restarne fuori, le ha ormai travolte. L'ipotesi, ventilata da più parti, che possano perdere i loro titoli reali è un'ombra lunga che si allunga su un futuro già pesantemente compromesso.




