Enel, il primo semestre 2026 cresce con la spinta estera

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Enel primo semestre 2026 si chiude con ricavi per oltre 40,9 miliardi di euro e con il contributo decisivo delle attività internazionali, che hanno sostenuto i risultati del gruppo nei primi sei mesi dell’anno. La società ha registrato ricavi pari a 40,919 miliardi, un valore sostanzialmente in linea con i 40,816 miliardi dello stesso periodo del 2025, con una variazione positiva dello 0,3%. A trainare i numeri sono state soprattutto le attività di distribuzione e generazione di energia elettrica in Spagna e America Latina, che hanno compensato i minori margini registrati in Italia.

I risultati semestrali di Enel evidenziano una crescita della redditività, con l’Ebitda ordinario arrivato a 11,838 miliardi di euro, in aumento del 3,2%, mentre l’utile ordinario ha raggiunto 3,929 miliardi di euro. La performance delle attività estere ha rappresentato il principale elemento di sostegno per il bilancio del gruppo, grazie alla solida evoluzione del business in Spagna e America Latina. Il contributo delle aree internazionali ha quindi avuto un peso maggiore rispetto alle difficoltà legate ai margini delle attività italiane, incidendo sull’andamento complessivo del semestre.

La crescita di Enel arriva dalle attività internazionali

Nel primo semestre del 2026 il portafoglio di attività internazionali di Enel ha guidato l’aumento dei principali indicatori economici. La società ha spiegato che la crescita ottenuta fuori dall’Italia ha permesso di compensare gli effetti negativi legati alla riduzione dei margini sul mercato nazionale. In particolare, Spagna e America Latina hanno fornito una spinta significativa ai risultati grazie alle attività di distribuzione e generazione di energia elettrica, confermando il ruolo centrale delle operazioni estere nei conti del gruppo.

Il confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente mostra una sostanziale stabilità dei ricavi, accompagnata però da un miglioramento dell’Ebitda ordinario e dell’utile ordinario. I dati pubblicati da Enel descrivono quindi un semestre caratterizzato da una maggiore capacità delle attività internazionali di sostenere la redditività complessiva. L’andamento dei risultati riflette il diverso contributo delle aree geografiche in cui il gruppo opera, con il peso della crescita estera superiore rispetto alle pressioni registrate in Italia.

Il debito Enel sale a 61 miliardi dopo il primo semestre

Accanto alla crescita dell’utile e della redditività, i conti semestrali di Enel mostrano un aumento dell’indebitamento finanziario netto. Alla fine del primo semestre del 2026 il debito netto del gruppo ha raggiunto 61 miliardi di euro, con un incremento del 6,7% rispetto alla fine del 2025. La società ha indicato tra gli elementi che hanno inciso sul dato gli effetti dei cambi e il Decreto Bollette, con un impatto complessivo sul debito di circa 1,2 miliardi di euro.

L’aumento dell’indebitamento rappresenta uno degli elementi principali emersi dalla pubblicazione dei risultati semestrali, insieme alla crescita dei principali indicatori economici. Enel ha quindi chiuso i primi sei mesi del 2026 con ricavi sostanzialmente stabili, un utile ordinario in aumento e una redditività sostenuta soprattutto dalle attività fuori dall’Italia. Nei conti del periodo convivono così la spinta arrivata dai mercati internazionali e l’incremento del debito finanziario netto.

I risultati del semestre indicano inoltre che l’utile del gruppo è salito a 3,9 miliardi di euro, mentre il livello di indebitamento ha superato la soglia dei 61 miliardi. Il bilancio pubblicato da Enel mette in evidenza il diverso andamento delle componenti che hanno caratterizzato il periodo gennaio-giugno 2026: da una parte la crescita delle attività estere, dall’altra gli effetti sul debito legati ai cambi e al Decreto Bollette. Il gruppo ha registrato così un primo semestre con indicatori operativi sostenuti dalla presenza internazionale.

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