L’esercizio fisico ringiovanisce il cervello, lo dice la scienza: ecco perché bastano 20 minuti per ottenere risultati visibili
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Redazione Salute
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Non è soltanto una questione di tonicità muscolare o di salute cardiovascolare, ambiti peraltro fondamentali, perché l’attività fisica si sta rivelando, a una lettura attenta dei più recenti studi in materia, un autentico elisir di giovinezza per il nostro cervello. Diversi gruppi di ricerca internazionali hanno negli ultimi mesi concentrato i loro sforzi per comprendere la portata di questo fenomeno, e i risultati, pubblicati su riviste scientifiche di primo piano, disegnano un quadro affascinante e ricco di implicazioni pratiche. Non si tratta più, infatti, di un generico “sentirsi meglio”, bensì di meccanismi neurofisiologici precisi, che è possibile osservare e, in una certa misura, persino quantificare.
Uno degli elementi più sorprendenti emersi da queste indagini riguarda la rapidità con cui il cervello risponde allo stimolo motorio. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è necessario attendere mesi o anni per cogliere i primi benefici a livello cognitivo, perché una ricerca condotta dall'Università dell'Iowa e pubblicata su Brain Communications ha dimostrato che una singola sessione di esercizio, della durata di appena venti minuti su una cyclette, è in grado di modificare in tempo reale l'attività elettrica del cervello. Nello specifico, i neuroscienziati hanno registrato un netto aumento delle cosiddette “ripples”, onde cerebrali ad alta frequenza che nascono nell'ippocampo, una struttura profonda essenziale per l'apprendimento e la formazione di nuovi ricordi. Queste onde, che in pratica sincronizzano l'attività di diverse aree neurali, dopo lo sforzo fisico risultavano non solo più numerose, ma anche più efficaci nel comunicare con le regioni corticali deputate alla memorizzazione a lungo termine, fornendo così una prova diretta, ottenuta grazie a elettrodi impiantati in pazienti con epilessia, di un effetto finora ipotizzato solo su modelli animali.
Un anno di attività aerobica ringiovanisce il cervello di dodici mesi
Se una singola seduta produce effetti immediati, seppur temporanei, è sulla distanza che si gioca la partita più importante per la salute cerebrale. Un imponente studio clinico randomizzato, i cui risultati sono apparsi sul Journal of Sport and Health Science, ha coinvolto un gruppo di ricerca dell'AdventHealth Research Institute e ha monitorato per un intero anno un campione di adulti di età compresa tra i 26 e i 58 anni, tutti inizialmente sedentari. A una parte di loro è stato chiesto di seguire un programma di esercizio aerobico di intensità moderata o vigorosa, rispettando le linee guida che suggeriscono circa centocinquanta minuti di attività a settimana, mentre l'altra metà ha proseguito con il proprio stile di vita abituale. Alla fine dei dodici mesi, i ricercatori hanno sottoposto i partecipanti a risonanza magnetica e, attraverso algoritmi di machine learning in grado di stimare l'età biologica del cervello sulla base delle sue caratteristiche strutturali, hanno fatto una scoperta sorprendente.
Il gruppo che aveva fatto attività fisica in modo regolare presentava un cervello, dal punto di vista dei biomarcatori, mediamente più giovane di quasi un anno rispetto ai controlli della stessa età anagrafica. Nel dettaglio, chi si era allenato mostrava una riduzione media di circa 0,6 anni nell’età cerebrale predetta, mentre nel gruppo di controllo si registrava, al contrario, un leggero invecchiamento fisiologico. Questo dato, apparentemente piccolo, assume una rilevanza enorme se proiettato sull’intero arco della vita: mantenere il cervello biologicamente più giovane nella mezza età, spiegano gli autori, potrebbe tradursi in un ritardo significativo dell'eventuale declino cognitivo e in una riduzione del rischio di demenza nelle decadi successive, creando una riserva cognitiva preziosa per il futuro.
I meccanismi nascosti e l'importanza della scelta dell'allenamento
Resta però aperto l'interrogativo su quali siano i meccanismi precisi attraverso cui il movimento agisce sui neuroni, e i tentativi di individuare un unico responsabile si sono rivelati, almeno in parte, fallimentari. Nel già citato studio sull’esercizio aerobico, gli scienziati hanno cercato di capire se il ringiovanimento cerebrale fosse mediato da fattori noti come il miglioramento della forma cardiorespiratoria, la riduzione della pressione sanguigna o l’aumento del BDNF, una proteina fondamentale per la plasticità sinaptica, ma nessuna di queste variabili è riuscita a spiegare da sola l'effetto osservato. Ciò lascia supporre che l'esercizio agisca attraverso una complessa interazione di fattori, che potrebbero includere la riduzione dell'infiammazione cronica di basso grado, il miglioramento della vascolarizzazione cerebrale o addirittura, come suggeriscono studi su modelli animali pubblicati su Aging Cell, la modulazione di specifiche vie molecolari come la via irisin/NLRP3, che contrasta l'infiammazione dei neuroni e favorisce la neurogenesi nell'ippocampo.
Non tutte le attività fisiche, inoltre, sembrano agire allo stesso modo sulle diverse funzioni cognitive. Una meta-analisi a rete pubblicata su Experimental Gerontology ha passato in rassegna decine di studi per confrontare l'efficacia di varie tipologie di allenamento sugli over 65, e il responso è chiaro: se l'esercizio aerobico come camminare o correre rimane il re indiscusso per la memoria, l'allenamento della forza con i pesi si rivela il più efficace per migliorare il cosiddetto controllo inibitorio, ovvero la capacità di filtrare le distrazioni e mantenere la concentrazione. Le discipline mente- come lo yoga o il tai chi, d'altro canto, eccellono nel potenziare la cosiddetta flessibilità cognitiva, cioè l'abilità di passare agevolmente da un compito all'altro, dimostrando che per mantenere la mente giovane e performante in tutte le sue sfaccettature, la strategia migliore potrebbe essere quella di variare il più possibile gli stimoli, alternando la camminata veloce ai pesi e allo stretching, proprio come si farebbe con un programma di allenamento completo per il corpo.




