Daryl Macon subito al lavoro, a Sassari per la salvezza e per ritrovare un po' di serenità

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Niente tour turistici, niente bagni di folla improvvisati: Daryl Macon, atterrato ad Alghero due sere fa con un volo proveniente dalla Grecia, aveva ancora le infradito ai piedi quando è stato riconosciuto all'aeroporto di Fertilia, ma il suo pensiero era già proiettato al parquet. Il giorno dopo, appena depositati i bagagli, il play-guardia americano classe 1995 era già in palestra a disposizione dello staff tecnico della Dinamo Banco di Sardegna, segnale chiaro di una professionalità che a Sassari, in questo momento di classifica complicata, viene vista come una boccata d'ossigeno. La società, attraverso le parole del direttore generale Jack Devecchi, ha voluto sottolineare come Macon rappresentasse la prima scelta per rinforzare il reparto esterni, un'operazione condotta in tempi stretti e resa possibile anche dalla risoluzione contrattuale con Nate Johnson, partito alla volta della Cina dopo aver manifestato la volontà di lasciare l'isola.

Il curriculum del nuovo arrivato, va detto, parla chiaro: Macon vanta presenze in NBA con le maglie di Dallas Mavericks e Miami Heat, una parentesi al Panathinaikos e esperienze in Turchia e Russia che gli hanno permesso di accumulare minutaggio pesante anche in Eurolega. Nelle sue prime dichiarazioni pubbliche, rilasciate durante la conferenza stampa di presentazione svoltasi nella Club House di via Nenni, ha tenuto a precisare di non conoscere in maniera approfondita il campionato italiano, ma di avere già incrociato la Dinamo in passato quando giocava con il Galatasaray, perdendo peraltro entrambe le volte: un dettaglio, questo, che gli fa ben sperare per l'impatto con l'ambiente sassarese, dove dice di essersi sentito accolto come in una famiglia. Per lui, che arriva dal Maroussi BC dove viaggiava a 12.8 punti e 5.2 assist di media, l'obiettivo immediato è ritrovare il piacere del gioco, offuscato da una stagione personale giudicata deludente sul piano dei risultati collettivi.

Dal punto di vista tattico, il coach potrà contare su un giocatore duttile, capace di alternarsi nei ruoli di playmaker e guardia senza stravolgere gli equilibri. Le sue mani sono rapide negli scambi e la visione periferica gli consente di innescare i compagni con continuità, come dimostrato anche nell'ultima esperienza greca. Sabato sera, alla BTS Arena di Trento, è atteso l'esordio, e la società confida che la sua freschezza atletica possa dare una scossa al gruppo, reduce da una sosta che ha permesso di lavorare sugli automatismi ma che non ha cancellato le difficoltà incontrate nelle settimane precedenti. Jack Devecchi, nel fare il punto della situazione, ha anche voluto mettere i puntini sulle ultime operazioni di mercato, chiarendo che la risoluzione con Johnson era una pratica ferma al palo per questioni burocratiche legate ai passaggi tra le federazioni e non certo per volontà della società di nascondere qualcosa: la burocrazia, si sa, ha i suoi tempi e spesso non coincide con l'urgenza della cronaca.

Macon, dal canto suo, ha già assaggiato il clima del gruppo e nelle interviste ha lasciato intendere che, se le condizioni dovessero rivelarsi positive, non avrebbe problemi a valutare una permanenza più lunga sull'isola. La società, dal canto suo, sta lavorando anche per il futuro, cercando di non ripetere gli errori dello scorso anno quando alcune partenze last minute avevano complicato la pianificazione della rosa. Per ora, però, la testa è rivolta solo alla salvezza e alla partita di Trento, dove Macon dovrà dimostrare che la fame e la voglia di riscatto non sono solo parole di circostanza ma un programma concreto da tradurre in punti e prestazioni.

Il ritorno alla famiglia Dinamo e l'addio di Nate Johnson

Le dinamiche che hanno portato alla partenza di Nate Johnson, va ricordato, sono state oggetto di chiarimenti piuttosto puntuali da parte del direttore generale. Johnson, arrivato a Sassari a settembre, aveva inizialmente mostrato le giuste motivazioni, ma col tempo il suo comportamento non è sempre risultato all'altezza degli standard richiesti da un club che punta sulla professionalità come valore fondante. Circa un mese fa, ancor prima della sosta, il giocatore aveva manifestato l'intenzione di cambiare aria, ribadendola dopo la partita del 15 febbraio, e a quel punto la dirigenza ha ritenuto controproducente trattenerlo con la forza, preferendo concedergli la possibilità di uscire dal contratto per andare a giocare in Cina. I numeri di Johnson, per la cronaca, non erano affatto negativi.5 punti a partita con il 40% da tre e quasi tre assist di media – ma la costanza di rendimento e qualche problema fisico ne avevano limitato l'impatto, e la società ha preferito virare su un elemento considerato più affidabile sul piano dell'approccio e della tenuta mentale.

Un curriculum internazionale per svoltare la stagione

Daryl Macon porta con sé un bagaglio di esperienze che spaziano su tre continenti diversi, dalla Grecia alla Russia, dalla Cina alla Turchia, e questa versatilità geografica si accompagna a una capacità di adattamento che in Serie A potrebbe rivelarsi decisiva. Vincitore del campionato VTB United League con l'Unics Kazan nel 2023 e inserito nel quintetto ideale della competizione, Macon ha dimostrato di saper rendere al meglio anche in contesti tattici complessi. La sua propensione ad attaccare il ferro, unita a una discreta percentuale da fuori, lo rende un pericolo costante per le difese avversarie, e a Sassari confidano che possa prendere per mano la squadra nei momenti di maggiore difficoltà, quelli in cui un giocatore abituato a certi palcoscenici sa dettare i tempi giusti e gestire la pressione. Per lui, che ha appena trent'anni e ha già vestito maglie pesanti come quelle di Panathinaikos e Maccabi Tel Aviv, questa avventura sarda rappresenta anche l'occasione per rilanciarsi dopo un avvio di stagione in Grecia non esaltante sul piano delle vittorie, ma comunque solido per quanto riguarda le statistiche personali.

L'esordio a Trento e l'integrazione nel gruppo

L'integrazione nel gruppo procede speditamente: i compagni lo hanno accolto senza formalismi e Macon, dal canto suo, ha già avuto modo di scambiare le prime impressioni con chi lo affiancherà in cabina di regia. Sabato a Trento, alle 19.30, è atteso l'esordio ufficiale, e nonostante i pochi allenamenti sulle spalle la sensazione è che il giocatore abbia già recepito i concetti principali del sistema di gioco. La società, per completezza, ha annunciato anche il rientro di Carlos Marshall e il recupero progressivo di Rashawn Thomas, due pedine che potrebbero allargare le rotazioni e dare maggiore respiro alla squadra nel finale di stagione. Per Macon, però, non ci sono alibi: chiamato a sostituire due giocatori partiti a stagione in corso, sa di dover dimostrare subito il proprio valore, e l'atteggiamento con cui si è messo al lavoro fin dal primo minuto in Sardegna lascia ben sperare chi crede che la salvezza possa passare anche dalla testa, oltre che dai punti segnati.

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