Sondaggio Forbes/HarrisX, Trump crolla su economia e inflazione
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Redazione Esteri
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Il nuovo sondaggio Forbes/HarrisX registra un forte calo di consenso per Donald Trump, con un tasso di approvazione fermo al 41% e una disapprovazione che raggiunge il 55% tra gli adulti statunitensi. Le valutazioni più negative si concentrano sulla gestione dell’economia, dell’inflazione e delle politiche tariffarie introdotte dall’amministrazione americana. Il dato arriva in una fase segnata dall’aumento dei prezzi energetici, dalle tensioni internazionali e da un clima di crescente sfiducia nei confronti della Casa Bianca. Il malcontento emerge anche dal reportage realizzato in Pennsylvania da Francesco Semprini per “FarWest”, che racconta una crisi energetica sempre più pesante per le famiglie americane e un consenso politico in evidente deterioramento.
Nel reportage viene evidenziato come la riduzione delle scorte petrolifere mondiali stia avendo effetti diretti sul costo del carburante negli Stati Uniti. Le esportazioni verso i mercati internazionali hanno ridotto l’offerta interna, contribuendo a mantenere alte le tariffe e aggravando le difficoltà economiche di molte famiglie. In questo contesto, le critiche verso Trump si concentrano non soltanto sull’andamento dei prezzi, ma anche sulle conseguenze della guerra con l’Iran e sulla percezione di una strategia politica poco chiara. La presenza di circa venti unità militari statunitensi in Medio Oriente, comprese due portaerei, continua infatti a rappresentare uno dei punti più delicati della politica estera americana.
La guerra con l’Iran e le operazioni sospese
Secondo quanto riportato, diverse operazioni militari statunitensi risultano sospese o bloccate. “Operation epic fury” è stata fermata, così come “Project freedom”, il piano destinato alla scorta dei mercantili rimasti bloccati nell’area. Donald Trump avrebbe quindi scelto di premere il “tasto pausa” sul fronte militare, senza però delineare con chiarezza quale possa essere il passo successivo dell’amministrazione americana. L’incertezza strategica si riflette anche nei sondaggi, dove il presidente registra uno dei momenti più difficili del suo mandato. La percezione di una gestione confusa del conflitto e delle sue conseguenze economiche pesa in modo crescente sull’opinione pubblica.
Il crollo della popolarità viene descritto come uno dei peggiori mai registrati per Trump. L’aumento dei costi energetici, le tensioni internazionali e il timore di nuove escalation militari stanno alimentando una fase di forte pressione politica per la Casa Bianca. Nel frattempo, il tema del finanziamento delle prossime elezioni di medio termine resta centrale nel dibattito americano, con attenzione rivolta ai grandi miliardari che sostengono il super PAC legato a Trump. Il peso del denaro nella campagna elettorale torna così a intrecciarsi con il peggioramento dei sondaggi e con la crescente difficoltà dell’amministrazione nel mantenere consenso stabile tra gli elettori.
Gli Epstein Files aggravano la crisi politica
Alla fine del 2025 si è aggiunto un nuovo elemento particolarmente delicato per l’amministrazione Trump: il caso degli Epstein Files. Il 19 dicembre è scaduto il termine previsto per la divulgazione dei documenti e, secondo quanto riportato, molti americani si sono detti insoddisfatti per il numero limitato di informazioni rese pubbliche. Le critiche si sono concentrate soprattutto sulla gestione del caso da parte del Dipartimento di Giustizia, giudicata inadeguata da una parte consistente dell’opinione pubblica.
Il tema è diventato ancora più sensibile considerando le promesse fatte in precedenza da Trump sulla volontà di chiarire completamente la vicenda legata a Jeffrey Epstein, il finanziere morto suicida in carcere. La distanza tra le aspettative create e i risultati ottenuti ha alimentato nuove polemiche, contribuendo ulteriormente al peggioramento del clima politico negli Stati Uniti. Tra inflazione, crisi energetica, guerra in Medio Oriente e gestione degli Epstein Files, il presidente americano si trova ora ad affrontare uno dei passaggi più complessi del suo percorso politico recente.




