Sayf è il volto dei 100 under 30 di Forbes Italia per il 2026
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il rapper e cantautore genovese Sayf, emerso dal panorama musicale indipendente con una cifra stilistica che mescola la tradizione lirica ligure a sonorità contemporanee, è stato scelto come volto copertina della lista 2026 dei “100 under 30” pubblicata da Forbes Italia. Un riconoscimento che, come ormai accade da diverse edizioni, non si limita a celebrare la notorietà: l’elenco – articolato in dieci categorie che spaziano dall’arte alla tecnologia, dalla finanza allo sport – intende piuttosto restituire il ritratto di un paese in trasformazione attraverso le storie di chi ha meno di trent’anni ma è già riuscito a incidere in modo tangibile sul proprio settore. Sayf, il cui nome appare accanto a giovani imprenditori operativi alle frontiere dell’innovazione digitale e a talenti che ripensano invece i comparti più tradizionali, rappresenta così una sintesi di quella tensione creativa che Forbes prova a intercettare ogni anno.
Dalla musica al marketing: i cinque genovesi nella lista
La presenza ligure nella selezione nazionale si rivela numericamente significativa, con ben cinque nomi provenienti da Genova e provincia. Accanto a Sayf, la rivista ha inserito Federico Mazzanti e Christian Stocchi, rispettivamente fondatori della Kroma Agency e di Kroma Studio – due realtà attive nel campo del marketing e della comunicazione con sede proprio nel capoluogo ligure – e capaci di ritagliarsi uno spazio rilevante in un mercato sempre più competitivo. A questi si aggiungono Lorenzo Finn, ciclista di Avegno che vanta un titolo di campione del mondo Under 23, e Samuele Ragusa, giornalista sportivo genovese attualmente operativo a Milano. Un dato, quello dei cinque under 30 liguri, che testimonia come la regione sappia esprimere competenze trasversali, dalla musica all’imprenditoria, fino allo sport professionistico e all’informazione.
Le categorie e il metodo della selezione
Forbes Italia ha suddiviso i cento profili in dieci aree tematiche: Art & Culture, Entertainment, Finance, Manufacturing & Industry, Media & Marketing, Retail & E-Commerce, Science & Healthcare, Social Impact, Sports & Gaming e Technology. Una segmentazione che, lungi dall’essere meramente formale, permette di mettere a fuoco la varietà dei percorsi formativi e professionali: ci sono, tra i premiati, giovanissimi imprenditori che hanno fondato startup tecnologiche e altri che hanno scelto di innovare processi industriali consolidati. Non mancano atleti – come nel caso di Finn – né personalità legate al mondo dello spettacolo e del cinema; alcuni di loro, come si legge nelle schede di accompagnamento, hanno già alle spalle collaborazioni con grandi gruppi editoriali o agenzie di comunicazione, specializzandosi in ambiti specifici come la sostenibilità o la divulgazione culturale. La lista, insomma, non si limita a fotografare il successo immediato, ma prova a tracciare le traiettorie di chi ha saputo distinguersi presto per talento e genialità, spesso completando studi universitari o costruendosi da sé un metodo di lavoro.
Un meccanismo che prescinde dalla notorietà televisiva
A differenza di altre classifiche riservate ai giovani, quella di Forbes Italia non privilegia necessariamente i volti già noti al grande pubblico televisivo. Sayf, per esempio, ha conquistato la copertina grazie a un percorso fatto di pubblicazioni indipendenti e collaborazioni nell’underground, prima di approdare a palcoscenici più ampi come quello sanremese. La sua presenza accanto a nomi del ciclismo professionistico o del giornalismo sportivo dimostra come il criterio di selezione adottato dalla rivista – che non viene qui esplicitato nei dettagli procedurali – tenda a valorizzare l’impatto reale in un determinato ambito, più che la capacità di generare gossip o audience immediata. Anche i due imprenditori digitali Mazzanti e Stocchi, assieme a Ragusa e Finn, condividono questa caratteristica: nessuno di loro è un personaggio costruito attorno alla cronaca rosa, ma piuttosto professionisti che hanno messo a frutto competenze tecniche e visione strategica. Le indagini giudiziarie o gli sviluppi di cronaca, per quanto riguarda i nominativi segnalati, non trovano spazio nelle schede ufficiali di Forbes, concentrata esclusivamente sui risultati conseguiti entro la soglia dei trent’anni.




