Caldo, cambia la spesa degli italiani: più frutta e verdura, prezzi stabili nonostante l’afa

Caldo, cambia la spesa degli italiani: più frutta e verdura, prezzi stabili nonostante l’afa
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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’ondata di caldo che sta attraversando la penisola in questi giorni sta delineando un quadro preciso sui mercati all’ingrosso italiani, condizionando in modo netto sia l’offerta che le abitudini di acquisto dei consumatori. L’afa intensa spinge la domanda verso prodotti stagionali freschi che non richiedono cottura, come insalate, pomodori e frutta, mentre si registra una fisiologica contrazione della richiesta nelle grandi città, già in parte svuotate dall’inizio delle ferie estive.

Il paradosso del caldo: prezzi in discesa

Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, le temperature elevate non stanno facendo lievitare i prezzi dell’ortofrutta, ma stanno contribuendo a ridurli. Il caldo, infatti, accelera il naturale deperimento dei prodotti dopo la raccolta, costringendo gli operatori a velocizzare le vendite per evitare sprechi e perdite economiche; una dinamica che spinge i listini al ribasso. A questo si aggiunge una maturazione accelerata che porta sui banchi un’abbondanza di prodotto concentrato, mentre i consumatori, stremati dal caldo, preferiscono acquisti più frequenti ma in quantità ridotte.

Ciliegie, il crollo dei prezzi dopo due stagioni difficili

Il caso più emblematico di questa tendenza è rappresentato dalle ciliegie. Dopo due stagioni difficili caratterizzate da raccolti limitati e prezzi elevati – che avevano bloccato le quotazioni tra i cinque e i dieci euro al chilo – quest’anno l’assenza di criticità legate al maltempo ha favorito una produzione regolare e abbondante. Le varietà come la Bigarreau sono nel pieno della campagna e stanno per arrivare anche le Ferrovia e Giorgia pugliesi.

Il risultato è un calo del 22,5% rispetto a un anno fa, con prezzi all’ingrosso che partono da 2 euro al chilogrammo per i calibri più piccoli fino ad arrivare a 5-7 euro per quelli di pezzatura maggiore.

Angurie, meloni e nettarine: l’estate dell’abbondanza

Il quadro è favorevole anche per gli altri protagonisti della stagione estiva. Meloni e angurie, ideali per combattere il caldo, sono disponibili in grande abbondanza: le angurie, ormai nel pieno della stagionalità, mostrano un ulteriore calo dei prezzi, con un -15,6% rispetto alla settimana precedente e valori che oscillano tra 0,45 e 0,80 euro al chilo. Per i meloni retati, le quotazioni all’ingrosso variano da 0,80 a 1,40 euro al chilogrammo, con picchi fino a 1,60 euro solo per il prodotto di qualità premium proveniente dalle zone vocate.

Segnali positivi arrivano anche per le nettarine, che risultano mediamente più economiche delle pesche, con un differenziale di circa 0,20-0,30 euro al chilo.

Ortaggi e pesce: un mercato a due velocità

Sul fronte degli ortaggi, la situazione è generalmente regolare, con l’offerta garantita dalle produzioni in piena aria. L’arrivo delle primizie dal Lazio e dalla Campania ha riportato alla normalità i prezzi dei pomodori, dopo i picchi registrati nei mesi scorsi. Anche zucchine e melanzane mostrano quotazioni stabili intorno a 1 euro al chilo.

Il comparto ittico, in controtendenza rispetto alla frutta, offre prezzi particolarmente convenienti: alici e cozze italiane, con una produzione molto alta grazie a una primavera piovosa, si mantengono su livelli accessibili, sebbene il caldo richieda la massima attenzione alla catena del freddo per i prodotti più deperibili.

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