Caldo record e partenze anticipate, la Borsa della Spesa fotografa un'estate di prezzi stabili per ortofrutta
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Redazione Economia
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La marcata sensibilità dei prodotti ortofrutticoli alle condizioni climatiche, un fattore che emerge con particolare evidenza durante le ondate di calore persistente come quella che sta interessando l'Italia in queste settimane, sta influenzando in modo significativo l'andamento dei mercati all'ingrosso. A certificarlo è l'ultimo aggiornamento de "La Borsa della Spesa", il consueto appuntamento settimanale realizzato da BMTI (Borsa Merci Telematica Italiana) e Italmercati con il supporto di Consumerismo No Profit, che ha fornito un quadro dettagliato della situazione al 10 luglio 2026.
In un contesto caratterizzato da un'accelerazione dei cicli di maturazione e da un conseguente, più rapido deterioramento dei prodotti, che in alcuni casi si traduce in cali qualitativi, la domanda in contrazione per via delle vacanze estive sta giocando un ruolo cruciale nel contenere i listini, mantenendo i prezzi sostanzialmente stabili nonostante le tensioni sul versante dell'offerta.
Frutta e verdura, un equilibrio tra offerta in calo e vacanze
L'esodo estivo, che quest'anno sembra essersi anticipato rispetto al tradizionale mese di agosto, sta contribuendo allo svuotamento dei centri urbani e, di riflesso, a una riduzione dei consumi di ortofrutta.
Questo fenomeno, combinato con le alte temperature che accelerano la maturazione delle colture, ha creato una situazione di equilibrio particolare: da un lato, infatti, la minore richiesta da parte dei consumatori, che in questo periodo sono spesso in partenza per le ferie, frena gli acquisti; dall'altro, l'aumento dell'offerta dovuto alla maturazione più rapida spinge i prezzi verso il basso, per favorire lo smaltimento dei prodotti ed evitare sprechi.
Per quanto riguarda gli ortaggi, la situazione è di generale equilibrio, con offerta e domanda che si attestano su livelli medio-bassi. Un esempio significativo è quello dei pomodori rossi, che pur mantenendo una certa stabilità rispetto alla settimana precedente, registrano un calo del 4% rispetto allo stesso periodo del 2025, un dato che testimonia l'aumento della produzione in atto.
I prezzi all'ingrosso del Ciliegino si aggirano intorno ai 2,20 euro al chilo, mentre il Piccadilly si colloca in una forbice compresa tra 1,50 e 1,70 euro al chilo.
Angurie e meloni, il caldo spinge i consumi estivi
Nel comparto della frutta, la campagna delle angurie procede a pieno ritmo, trainata dalle produzioni laziali e lombarde, con quotazioni in calo del 2,3% rispetto alla settimana precedente: nelle principali piazze si viaggia intorno a 0,50 euro al chilo, con punte che arrivano a 1,00 euro per il prodotto di qualità delle zone vocate. I meloni retati, dal canto loro, godono di un buon equilibrio tra domanda e offerta e mantengono prezzi stabili tra 0,80 e 1,50 euro al chilo, a seconda della pezzatura.
Anche per i meloni lisci si osserva una lieve flessione, con prezzi che si attestano tra 1,60 e 1,70 euro al chilo. La frutta estiva, in generale, tiene banco: i fichi, verdi e neri, che hanno preso il posto della varietà Fioroni, registrano una domanda regolare e prezzi all'ingrosso che vanno da 3,00 a 3,50 euro al chilo. Le nettarine, invece, segnano un lieve calo e si trovano tra 1,10 e 2,40 euro al chilo, risultando ancora più abbondanti delle pesche, la cui minore disponibilità mantiene i prezzi più sostenuti.
L'analisi settoriale: dalle zucchine al comparto ittico
L'analisi dei singoli prodotti offre uno spaccato interessante delle dinamiche in atto. Le zucchine, ad esempio, sono particolarmente soggette agli effetti del caldo, che ne provoca deformazioni e fitopatologie; ciononostante, i prezzi all'ingrosso restano bassi, oscillando tra 0,70 e 1,00 euro al chilo. Al contrario, i cetrioli segnano un lieve rialzo, ma restano convenienti, intorno a 0,90-1,20 euro al chilo, mentre le melanzane si confermano stabili intorno a 1,00-1,20 euro al chilo, accompagnate da una buona richiesta.
Interessante anche l'andamento del comparto ittico, dove la disponibilità è complessivamente contenuta, con qualche criticità in particolare per i crostacei. Per questa settimana, spicca il lanzardo, un pesce azzurro di qualità che torna su prezzi accessibili, scendendo a 4,00 euro al chilo. Le alici si confermano su quotazioni tra 3,00 e 5,00 euro al chilo a seconda della pezzatura, mentre le cozze italiane si mantengono su prezzi regolari, intorno a 3,50 euro al chilo, confermando una stagione di ottima qualità.




