La battaglia per Pokrovsk si intensifica mentre Mosca vara il sottomarino Khabarovsk

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre il conflitto in Ucraina raggiunge il suo millletrecentoquarantottesimo giorno, il fronte orientale registra un’impennata di violenza, con le forze russe che concentrano il loro potente sforzo offensivo sulla città di Pokrovsk, un baluardo difensivo di capitale importanza per le linee ucraine nell’oblast di Donetsk. Secondo le dichiarazioni di Mosca, le unità di Kiev, accerchiate e sotto un fuoco pesantissimo, avrebbero iniziato ad arrendersi, lasciando spazio alla cattura di diversi militari dei quali sono state diffuse, attraverso i media statali, alcune testimonianze. Dall’altra parte, le forze ucraine, pur riconoscendo la pressione nemica, continuano a opporre una tenace resistenza e affermano di aver avviato operazioni di contrattacco per arginare l’avanzata, in uno scenario che appare estremamente fluido e pericoloso.

Il varo del sottomarino Khabarovsk e la minaccia Poseidon

Parallelamente alle operazioni terrestri, Mosca ha compiuto una mossa strategicamente significativa, facendo scendere in acqua il sottomarino nucleare “Khabarovsk”, varato presso il cantiere navale di Sevmash a Severodvinsk. Alla cerimonia, come riportato dall’agenzia Tass e confermato dal ministero della Difesa, era presente il ministro Andrey Belousov, il quale ha definito l’evento “un giorno importante”, sottolineando come il battimento, di tipo pesante, abbia finalmente lasciato gli scali di costruzione. La peculiarità del Khabarovsk, che lo rende un’aggiunta temibile all’arsenale navale russo, risiede nella sua capacità di trasportare e, si presume, di dispiegare i droni subacquei a propulsione nucleare noti come “Poseidon”, sistemi d’arma autonomi che, stando alle specifiche tecniche rese note in passato, sono progettati per portare testate nucleari di notevole potenza, capaci di minacciare obiettivi costieri con effetti devastanti.

La situazione nei cieli e le dichiarazioni diplomatiche

Sul fronte della difesa aerea, il ministero della Difesa russo ha annunciato l’intercettazione e la distruzione di ben 164 droni ucraini, abbattuti durante la notte sopra varie regioni della Federazione Russa, nonché sopra le acque del Mar d’Azov e del Mar Nero, a dimostrazione di un’attività bellica che si estende ben oltre le trincee del Donbas. Sul piano delle relazioni internazionali, intanto, il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov, intervenuto sempre con l’agenzia Tass, ha affrontato le voci su un possibile summit d’emergenza tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ammettendone la fattibilità ma specificando, in maniera netta, che al momento “non ce n’è bisogno”, una presa di posizione che sembra voler raffreddare le speculazioni su un negoziato immediato mentre le ostilità continuano a infuriare.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.