Juventus, l'assemblea sancisce la nuova era: Ferrero presidente, Garino nel Cda e perdite dimezzate

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nella cornice dell'Allianz Stadium, alla vigilia del derby di Torino, si è tenuta l'assemblea degli azionisti della Juventus, la quale, con il 99,9% del capitale rappresentato, ha non solo approvato il bilancio di esercizio chiuso al 30 giugno 2025 ma ha anche disegnato la nuova governance del club, destinata a rimanere in carica fino all'assemblea per il bilancio del 2028. Una giornata fondamentale, dunque, che ha tracciato un solco tra il recente passato, caratterizzato da difficoltà economico-finanziarie non indifferenti, e un futuro il cui progetto si fonda su una struttura amministrativa rinnovata e su dati contabili che, seppur ancora in negativo, mostrano i primi concreti segnali di una ripresa. L'impegno della proprietà, peraltro, è stato ribadito senza esitazioni dal presidente di Exor John Elkann, il quale ha sottolineato come la famiglia sia "pienamente impegnata nei confronti della Juventus" e orgogliosa di esserne l'azionista di controllo "da oltre un secolo", parole che suonano come un preciso endorsement per la nuova squadra che dovrà guidare la società.

Il nuovo Consiglio di Amministrazione e l'ingresso di Tether

Il cuore delle deliberazioni assembleari è stata la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione, che vede la riconferma di Gianluca Ferrero nella carica di presidente. Accanto a lui, fra gli altri componenti, spicca la figura di Francesco Garino, la cui elezione rappresenta un elemento di forte novità poiché egli è espressione diretta di Tether, il secondo azionista del club bianconero. La sua presenza in consiglio segna un passo significativo nell'integrazione del socio di minoranza all'interno degli organi decisionali, un fatto che inevitabilmente influenzerà le strategie future. Completano il quadro nomi noti della gestione, come quello di Toni Belloni, e nuove presenze, tra cui quella di Diva Moriani, a formare un gruppo di lavoro che, come ha affermato lo stesso Ferrero, "oggi ci mettiamo la faccia", assumendosi la responsabilità di condurre la società verso gli obiettivi prefissati.

I conti 2025: le perdite si riducono grazie alla Champions

Sul fronte economico, l'assemblea ha dato il suo via libera al bilancio relativo all'esercizio 2025, il quale si è chiuso con una perdita di 58,1 milioni di euro. Se la cifra rimane consistente, il dato va interpretato come un netto miglioramento se paragonato ai 199,2 milioni di euro di passivo registrati nell'esercizio precedente. Questa drastica riduzione del rosso, che supera i due terzi, è ascrivibile principalmente a due fattori interdipendenti: il ritorno della Juventus alla partecipazione nella UEFA Champions League, con i conseguenti e cospicui introiti derivanti dai diritti televisivi e dalle prestazioni sportive, e l'aumento dei proventi generati dalla gestione dei diritti economici sui calciatori. Si tratta di elementi che, agendo in sinergia, hanno permesso di contenere le uscite e di incrementare sensibilmente le entrate, sebbene il percorso per il completo risanamento dei conti richieda ancora tempo e una gestione oculata.

L'ordine del giorno e il quadro completo

Oltre ai punti cardine concernenti l'approvazione del documento finanziario e la composizione degli organi sociali, l'assemblea ha affrontato altri punti all'ordine del giorno di non minore importanza. Tra questi, la relazione inerente alla politica di remunerazione e ai compensi corrisposti ai top manager, una materia sempre delicata e sotto i riflettori, e le deliberazioni tecniche inerenti all'acquisto e alla disposizione di azioni proprie, strumento che le società quotate utilizzano per diverse finalità strategiche. È stata discussa, infine, anche l'integrazione del corrispettivo per l'incarico di revisione legale dei conti, un adempimento necessario a garantire la massima trasparenza e correttezza nella rendicontazione finanziaria della società, soprattutto in un momento di transizione come quello attuale.

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