Maricarmen, l'angelo bianco con la chiave: il murale di TvBoy a Barcellona
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Redazione Esteri
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Un ritratto molto speciale di Maricarmen Abascal è comparso su un muro di Barcellona. L'opera la raffigura come un angelo con ali e aureola, avvolta in una veste bianca, con una chiave di casa stretta in mano. Accanto a lei campeggia la scritta «Maricarmen per sempre». Il murale è stato dipinto dall'artista italiano TvBoy, nome d'arte di Salvatore Benintende, palermitano classe 1980 trapiantato da oltre due decenni nel capoluogo catalano, noto per interventi di critica sociale e politica che mescolano cultura pop e attualità.
Un'icona nata dallo sfratto
L'87enne, all'anagrafe María del Carmen Abascal, è deceduta mercoledì 7 ottobre all'ospedale Gregorio Marañón di Madrid, dove era ricoverata dal 23 settembre, giorno in cui era stata allontanata dalla casa del quartiere Retiro in cui viveva dal 1956. La donna era stata portata via in barella, tra le urla dei vicini accorsi per tentare di fermare lo sgombero. La sua vicenda ha innescato una mobilitazione nazionale sul diritto all'abitazione, con accampamenti a Puerta del Sol e proteste in diverse città spagnole.
Le ragioni di una battaglia giudiziaria
Il contenzioso attorno all'appartamento di calle Alcalde Sainz de Baranda risale al 2020, quando la società Urbagestión, proprietaria dell'immobile dal 2018, comunicò alla donna l'intenzione di riprendere possesso dell'alloggio. Secondo la ricostruzione fornita dalla sua legale, Beatriz Duro, il canone mensile era stato nel frattempo portato a 2.650 euro, una cifra insostenibile per chi percepiva una pensione di 1.400 euro.
La disputa legale si è protratta per anni, con quattro tentativi di sfratto: i primi tre sono stati sospesi grazie alla mobilitazione del Sindacato degli inquilini e dei vicini, il quarto è andato a buon fine lo scorso 23 settembre. Cinque giorni più tardi, un accordo tra la proprietà e i legali della donna aveva previsto un contratto di otto anni con un affitto calibrato sulle sue entrate, ma il rientro non è mai avvenuto.
Il valore simbolico della chiave
La chiave dorata raffigurata nel murale non è un dettaglio casuale. Richiama l'oggetto che la stessa Abascal aveva brandito come simbolo della sua battaglia per restare nella casa in cui era cresciuta e aveva visto morire i genitori. Nelle settimane successive allo sfratto, l'immagine dell'anziana con le chiavi in pugno è circolata sulle pancarte dei manifestanti e sui media di tutta Europa.
Alcuni passanti che si sono fermati davanti all'opera di Barcellona hanno sottolineato come la figura sia riuscita a «toccare le anime», altri l'hanno definita un punto di svolta nella percezione pubblica della speculazione immobiliare.
Il contesto politico
La morte di Abascal è arrivata a due settimane dallo sfratto e a poche settimane dalla convocazione delle elezioni anticipate fissate per il 29 novembre, decise dal premier Pedro Sánchez dopo la bocciatura in Parlamento di due decreti sulla casa. Il Partito Popolare e Vox hanno respinto le richieste di osservare un minuto di silenzio in memoria della donna nelle assemblee di Madrid, motivando la scelta con la volontà di evitare strumentalizzazioni politiche. Psoe e Más Madrid hanno invece organizzato omaggi autonomi all'esterno delle aule.
Per giovedì 8 ottobre il Sindacato degli inquilini ha convocato una marcia silenziosa da Puerta del Sol fino all'abitazione della donna, mentre a Santiago de Compostela e in altre città proseguono gli accampamenti per il diritto all'abitazione.
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