Intelligenza artificiale e connettività, il piano industriale di von der Leyen per la sovranità europea
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Redazione Interno
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L'intelligenza artificiale smette di essere una questione puramente tecnologica e diventa infrastruttura economica e fattore di sicurezza. È la linea tracciata da Ursula von der Leyen nel discorso sullo Stato dell'Unione pronunciato davanti al Parlamento europeo a Strasburgo, dove la presidente della Commissione ha collegato lo sviluppo dei modelli avanzati alla capacità dell'Europa di difendere la propria autonomia, aumentare la produttività e trasferire l'innovazione nei settori in cui il continente dispone di competenze industriali e grandi patrimoni di dati.
La presidente dell'esecutivo comunitario ha affiancato a questa prospettiva una valutazione dei rischi crescenti posti dai cosiddetti modelli di intelligenza artificiale di frontiera, quelli che spingono ai limiti le capacità della tecnologia. «Man mano che i modelli di frontiera diventano più potenti, questi rischi appaiono sempre più evidenti. I modelli attualmente in sviluppo permetteranno attività di hacking a un livello che non avremmo mai ritenuto possibile.
E presto finiranno nelle mani di avversari che vedono il mondo in modo molto diverso da noi», ha dichiarato von der Leyen. La Commissione europea intende valorizzare gli effetti dell'IA su produttività, qualità della vita e servizi, mantenendo però una cornice capace di intervenire sui rischi prima che questi ostacolino l'adozione.
L'attenzione si concentra in particolare sui sistemi in grado di migliorare autonomamente le proprie prestazioni, quelli che gli addetti ai lavori definiscono autoricorsivi, programmati per utilizzare i propri output per i calcoli o l'addestramento successivo senza il controllo o l'intervento umano. Von der Leyen ha richiamato episodi nei quali agenti di IA sarebbero usciti dal proprio ambiente operativo o avrebbero inserito codice malevolo, citando anche l'allarme arrivato dagli sviluppatori dopo un incidente che ha coinvolto Hugging Face.
L'Unione europea dispone già di una delle normative più complete al mondo sull'intelligenza artificiale, l'AI Act, che affida alla Commissione il controllo delle misure di mitigazione dei rischi per i modelli più avanzati. Da questa base regolatoria Bruxelles intende contribuire alla definizione di standard internazionali, rafforzando la cooperazione con partner che condividono la stessa visione. «Faremo di più insieme ai nostri partner che condividono i nostri valori, come Canada, Regno Unito e altri.
Vogliamo collaborare sulla valutazione e la verifica dei modelli, sui sistemi di allerta precoce, sulla sicurezza dell'IA e su molto altro ancora», ha aggiunto la presidente della Commissione. L'annuncio più operativo riguarda però la convocazione dei principali laboratori di intelligenza artificiale per un confronto su come le autorità pubbliche possano sostenere gli sforzi dell'industria per gestire il ritmo di sviluppo di questa tecnologia dirompente.
Si tratta di un passaggio che segnala la volontà di mantenere un canale diretto con i soggetti che quella tecnologia la producono, evitando che la regolazione proceda su binari separati rispetto all'innovazione.
La regolazione da sola, però, non offre all'Unione gli strumenti necessari per rimanere nella competizione globale. «L'Europa avrà bisogno di capacità proprie, in particolare per proteggere la sicurezza nazionale», ha spiegato von der Leyen. La priorità indicata nel discorso è un forte incremento della capacità di calcolo, da realizzare con infrastrutture più efficienti anche sotto il profilo energetico.
A questo intervento dovrebbe affiancarsi l'impiego coordinato di risorse pubbliche e private per sostenere le start-up e le imprese europee con le migliori prospettive, incluse le gigafactory per l'intelligenza artificiale. La strategia delineata dalla presidente non attribuisce però tutto il valore dell'IA ai modelli di frontiera. L'opportunità, secondo von der Leyen, sta nell'applicare l'intelligenza artificiale all'economia reale: «dal schermo all'economia e alla società. Sul pavimento della fabbrica. Nel reparto ospedaliero. Nell'agricoltura di precisione. Nelle nostre reti energetiche.
Per la guida autonoma. Per la difesa». La sostenibilità dei centri di calcolo entra nella stessa equazione, dal momento che la crescita dell'IA sta facendo salire la domanda di energia e rendendo più stretto il rapporto tra infrastrutture digitali, reti elettriche e sistemi di accumulo.
Il discorso sullo Stato dell'Unione è stato anche l'occasione per un passaggio dedicato alle minacce interne ed esterne ai sistemi democratici. «La democrazia è minacciata. Più volte abbiamo assistito a tentativi di disinformazione e interferenze straniere volti a dividerci. Tentativi di erodere la fiducia nel nostro tessuto democratico e nei media liberi. Campagne elettorali avvelenate dalla propaganda straniera. Teorie del complotto alimentate da video deepfake virali».
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