Von der Leyen, "No" agli eco-talebani dell'auto
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Redazione Economia
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L'Unione Europea, sotto la guida di Ursula von der Leyen, ha recentemente adottato un "approccio tecnologico aperto" che potrebbe rappresentare una svolta significativa per il settore automobilistico europeo. Questo nuovo orientamento, delineato in un documento diffuso dalla Commissione UE, sembra segnare un allontanamento dal green deal ideologico e distruttivo che, fino ad ora, ha imposto pesanti restrizioni al comparto strategico della manifattura automobilistica.
Le vendite di auto elettriche in Europa, infatti, continuano a registrare risultati deludenti. Secondo gli ultimi dati sulle immatricolazioni, aggiornati alla fine di novembre 2024, le vendite di auto elettriche nell'UE ammontano a circa 1,3 milioni di unità, con un calo del 5,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Questo trend negativo ha sollevato dubbi sulla sostenibilità del programma di elettrificazione del settore automobilistico europeo.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha ribadito l'impegno dell'Italia per mettere in sicurezza il settore automobilistico europeo. Durante un recente incontro, Urso ha sottolineato la necessità di una revisione del contesto normativo e la rimozione delle multe che stanno costringendo molte case automobilistiche a chiudere gli stabilimenti. Grazie al sostegno di 15 Paesi, l'Italia ha avviato l'iter di modifica delle restrizioni sulla CO2, pur mantenendo un forte impegno verso la guida autonoma e l'uso intensivo di dati e intelligenza artificiale.
In questo contesto, il governo Meloni, con il supporto di altri Stati membri, sta cercando di trovare un equilibrio tra la necessità di ridurre le emissioni e la salvaguardia dell'industria automobilistica europea.




