Caos in Corea del Sud, legge marziale e richiesta di impeachment per il presidente Yoon
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Redazione Esteri
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In Corea del Sud, il presidente conservatore Yoon Suk-yeol ha recentemente annunciato l'imposizione di una legge marziale d'emergenza, scatenando il panico e il caos nella capitale. L'intervento, trasmesso in diretta televisiva, è stato giustificato dal presidente come una misura necessaria per contrastare quelle che ha definito "forze antistatali filo nordcoreane". Tuttavia, la decisione ha immediatamente provocato una reazione di massa, con migliaia di manifestanti che si sono radunati davanti all'Assemblea Nazionale per ore.
La situazione è degenerata rapidamente: il Parlamento è stato blindato e le forze armate hanno tentato di forzare l'ingresso, rompendo le finestre per entrare. Solo grazie alla resistenza dei parlamentari e alla mobilitazione dei cittadini, che hanno circondato l'Assemblea Nazionale, l'assalto è stato sventato. Il leader del partito democratico, Lee Jae-myung, ha descritto le ore di grande tensione e paura per le strade di Seoul, lodando il coraggio dei cittadini che, pronti ad affrontare i proiettili, hanno impedito l'arresto dei parlamentari e il sequestro dell'aula.
La legge marziale, proclamata intorno alle 23 di martedì 3 dicembre, è stata revocata solo poche ore dopo, grazie alla ferma opposizione del Parlamento e alla pressione della popolazione. Il presidente Yoon ha accusato l'opposizione parlamentare di tramare una ribellione per rovesciare la democrazia, ma la sua mossa è stata vista come un tentativo disperato di mantenere il controllo.
L'opposizione ha immediatamente chiesto l'impeachment del presidente per aver imposto la legge marziale, sottolineando come la resistenza dei cittadini sia stata cruciale per evitare un colpo di stato.




