Entella cede a Bari, Chiappella: «Voltare pagina e dare tutto venerdì in casa con la Carrarese»
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Redazione Sport
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Il verdetto del «San Nicola» è impietoso per i biancocelesti, che nella trasferta pugliese – era la partita della vita, quella capace di assegnare un peso specifico decisivo all'intera stagione – perdono per 2-0 e rimettono in discussione un cammino che sembrava ormai in discesa. I gol di Moncini e Maggiore, arrivati uno al 46' del primo tempo e l'altro al 97', scavano il solco tra la speranza e la realtà di una squadra, quella allenata da Andrea Chiappella, che ancora una volta paga a caro prezzo l'approccio mentale lontano dal proprio fortino. È lì, fuori dal «Sannazzari», che manca quella cattiveria agonistica e quella lucidità chirurgica necessaria per trasformare le occasioni in punti pesanti.
La gara, arbitrata da un fischietto che ha gestito una contesa dai nervi sempre a fior di pelle, cambia volto in due momenti distinti della ripresa. Prima l'espulsione di Verreth (reagisce con una manata dopo una trattenuta a terra, un'ingenuità che costa cara ai padroni di casa) riduce in dieci il Bari, poi però l'illusione della superiorità numerica per l'Entella dura lo spazio di un lampo. Guiu, già ammonito e richiamato dal proprio tecnico che sperava potesse essere la soluzione per scardinare la difesa avversaria, interviene in ritardo su Mané e rimediate il secondo giallo. Ecco che la parità numerica viene ristabilita, e con essa svanisce anche l'ultima chance per i liguri di impensierire una retroguardia pugliese che nei minuti successivi ha soltanto il merito di non crollare.
La notte fonda del gol mancato e le polemiche sul doppio metro arbitrale
Se c'è un istante che Chiappella si porterà dentro come un macigno, è quel colpo di testa di Benedetti nel primo quarto d'ora, un pallone che si infrange sulla traversa e che – chissà – se fosse entrato avrebbe potuto scrivere una storia completamente diversa. La differenza la fa la freddezza sotto porta, quella stessa qualità che il tecnico biancoceleste lamenta a fine partita quando analizza la prestazione dei suoi. «È mancata qualità sulle palle inattive e lucidità quando gli spazi si sono chiusi», ammette lui, sottolineando come la squadra abbia avuto approcci positivi sulle corsie esterne fin quando l'avversario non si è abbarbicato nella propria metà campo. Dalla parte opposta, invece, Enzo Tamborra – responsabile dei servizi sportivi per una testata locale – esulta con una punta di cautela: il Bari resta ancora in vita, e con 37 punti ora i playout sono un obiettivo concreto a portata di mano.
L'aspetto psicologico gioca un ruolo determinante nel secondo tempo. «Purtroppo siamo andati in svantaggio e quindi è stata una partita completamente diversa, dove l'aspetto psicologico ha dato una grossa mano al Bari», ha spiegato l'allenatore dell'Entella, visibilmente provato ma lucido nell'analisi. La tensione si tagliava con un coltello sugli spalti di un «San Nicola» spoglio ma rumoroso, dove i novemila presenti (abbonati compresi) hanno fatto la parte del dodicesimo uomo, spingendo i propri beniamini in un finale dove il minimo errore sarebbe costato caro.
Il brivido salvezza per il Bari e lo scenario playout per l'Entella
Con questo successo, il Bari aggancia definitivamente la zona playout con 37 punti, frutto di un percorso a singhiozzo che ora regala un'ultima speranza ai pugliesi. Per la salvezza diretta servirebbe un vero e proprio miracolo – una combinazione di risultati talmente improbabile da essere definita «ridotta al lumicino» -10 – ma l'obiettivo concreto è quello di strappare almeno un punto nell'ultima giornata a Catanzaro. Se ci riusciranno, sarebbero playout contro la stessa Entella, quasi un passaggio di consegne della sofferenza.
Per Chiappella e i suoi, invece, l'aria che tira è completamente diversa. I 39 punti conquistati fino a ora – un bottino che poteva valere una salvezza tranquilla – diventano improvvisamente polvere nelle mani. «Faccio mea culpa, era già ammonito ma pensavo potesse essere la soluzione migliore per scardinare la difesa avversaria», si giustifica lui quando gli chiedono della scelta di tenere in campo Guiu. L'uscita del giocatore, espulso al 74', ha tolto all'Entella l'opportunità di creare qualche grattacapo in più alla difesa di casa.
Venerdì prossimo al Sannazzari, un'ultima danza contro la Carrarese
La salvezza? Si giocherà tutta venerdì prossimo, tra le mura amiche del «Sannazzari». La Carrarese – un'avversaria scomoda, reduce a sua volta da una stagione al cardiopalma – sarà l'ultimo ostacolo prima dei playout o di una retrocessione che nessuno in casa Entella vuole nemmeno pronunciare. Il tecnico, in settimana, aveva chiesto ai suoi soltanto di giocarsela al massimo delle possibilità: «Vedere i ragazzi affranti nello spogliatoio mi ha fatto male, ma hanno dato davvero tutto sul campo e in allenamento. La serie B è questa, bisogna ricaricarsi subito e dimenticare la delusione».
I conti, per i liguri, sono presto fatti: serve una grande prestazione, perché la posta in palio non ammette calcoli o tatticismi. La partita che poteva valere una stagione intera è andata male, ma il campionato non è finito; l'ultimo respiro, quello vero, lo daranno venerdì. Non ci sarà spazio per alibi: sarà una battaglia, e chi avrà più fame la vincerà.




