Il Bari vince e spera ancora, Tamborra: “Ci giochiamo la salvezza ai playout”
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Quando la pressione diventa materia palpabile, capace di comprimere il respiro e irrigidire i muscoli, è lì che si separano le squadre destinate a soccombere da quelle che, pur con i denti stretti, trovano la forza di reagire. Il Bari, ieri pomeriggio al San Nicola, ha dimostrato di appartenere alla seconda categoria. Il 2-0 inflitto alla Virtus Entella – firmato da Moncini e Maggiore – non è soltanto un risultato pesante in chiave classifica, ma una vera e propria iniezione di credibilità per un ambiente che, fino a poche settimane fa, sembrava ormai rassegnato al tracollo. La vittoria, costruita con pazienza e cinismo nei momenti cruciali, tiene accese le speranze dei biancorossi: ora, per strappare un posto ai playout, potrebbe essere sufficiente anche un solo punto nell’ultima trasferta di Catanzaro. Nessun proclama, nessuna esaltazione fuori luogo, ma la consapevolezza di aver allungato la stagione di altre due partite.
La svolta arriva dagli episodi e dall’orgoglio di un gruppo ridotto in dieci
La partita, definita alla vigilia come “l’ultima chiamata” da più parti, ha subito mostrato il suo carattere teso e nervoso. Dopo un avvio equilibrato, in cui entrambe le formazioni si studiavano senza scoprirsi troppo, è stato il Bari a passare sfruttando una delle poche imbucate precise in area. Moncini, l’uomo simbolo di questa corsa contro il tempo, ha riportato a galla l’intero stadio con un inserimento che sapeva di disperazione ordinata. Ma è nel secondo tempo che il match si è trasformato in una battaglia vera e propria. L’espulsione di Verreth – un fallo di reazione che il direttore di gara non ha potuto interpretare diversamente – ha lasciato i pugliesi in inferiorità numerica per un lungo tratto. Sembrava il preludio a un crollo annunciato, e invece la reazione è stata paradossale ma efficace: l’Entella, forse illusa dalla superiorità, ha abbassato il ritmo, e un’ingenuità difensiva ha permesso a Maggiore di raddoppiare. Poco dopo, la controparte ha subito la stessa sorte: l’espulsione di Guiu, rimediata per doppia ammonizione, ha ristabilito la parità numerica, spegnendo ogni velleità di rimonta ospite.
Tamborra e la freddezza dei numeri: “Ancora in vita”
A commentare il risultato, a caldo, è stato il responsabile dei servizi sportivi Enzo Tamborra, il quale non si è lasciato andare a facili entusiasmi. “Ancora in vita. Possiamo salvarci attraverso i playout” – ha dichiarato, mettendo l’accento su un aspetto che molti, forse, avevano smesso di considerare. Le sue parole fotografano una realtà cruda ma nitida: il Bari non è ancora retrocesso, anzi, ha ripreso in mano il proprio destino dopo aver rischiato di vederlo sfumare tra le dita. Il riferimento ai playout, d’altronde, non è casuale: si tratta dell’ultima spiaggia per chi non centra la salvezza diretta, ma vuole evitare il tracollo in terza serie. Tamborra, con la prudenza di chi ha visto capitomboli e resurrezioni in anni di cronaca, ha evitato qualsiasi proiezione ottimistica, limitandosi a registrare un dato di fatto: la partita con il Catanzaro non è decisiva solo per il punteggio, ma per il principio di realtà.
L’Entella paga l’handicap esterno: Chiappella chiede un immediato reset
Dall’altra parte della barricata, la Virtus Entella esce dal San Nicola con l’amaro in bocca e la consapevolezza di un limite ormai cronico. Il tecnico Andrea Chiappella, nel suo intervento post-partita, non ha cercato alibi: “Voltare pagina e dare tutto venerdì in casa con la Carrarese”. Un’analisi secca, che tradisce la frustrazione per una prestazione opaca, priva di quella cattiveria agonistica che, soprattutto lontano dal “fortino Sannazzari”, sembra svanire nel momento del bisogno. La squadra biancoceleste, infatti, ha confermato un andamento quasi schizofrenico: solida tra le mura amiche, fragile e disunita in trasferta. Contro il Bari, gli episodi hanno pesato come macigni, ma anche a parità numerica la manovra è apparsa sterile, priva di quella profondità capace di mettere in difficoltà una retroguardia avversaria pur rimaneggiata. Ora l’ultima giornata diventa un dentro-fuori: battere la Carrarese è l’unica strada percorribile, senza calcoli né rinvii. La scena, insomma, è pronta per un finale che sa di teatro greco: qualcuno dovrà piangere, ma prima bisognerà giocarsi tutto fino all’ultimo respiro.




