A Milano un fermo per l'omicidio di Aurora Livoli, il sospettato è un 56enne peruviano
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Redazione Interno
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La macchina investigativa, dopo giorni di lavoro febbrili, ha prodotto una prima, decisiva svolta nel caso che ha sconvolto Milano, portando all'individuazione e al fermo di un uomo seriamente sospettato per la morte di Aurora Livoli. La diciannovenne, originaria di Fondi, è stata rinvenuta senza vita nel cortile di un condominio di via Paruta nella giornata di lunedì 29 dicembre, una scoperta agghiacciante che ha immediatamente mobilitato i carabinieri del Nucleo Investigativo e della Compagnia Porta Monforte. Le immagini delle telecamere di sorveglianza, quelle stesse che hanno permesso alla famiglia di riconoscere la giovane in compagnia di una figura maschile, sono state il punto di partenza per una caccia all'uomo conclusasi, non senza tensione, nella serata di martedì 30 dicembre.
Il profilo dell'indagato e i precedenti penali
L'uomo fermato, come confermato dall'avvocato della famiglia Livoli Massimo Basile nel corso di un accorato scambio telefonico con i cronisti, è un cittadino peruviano di 56 anni la cui posizione sul territorio nazionale risultava irregolare. "C'è un fermo, ci hanno comunicato che diventa sospettato e indagato per l'articolo 575 per omicidio", ha dichiarato il legale, zio della vittima, fornendo così il primo riscontro ufficiale su un fatto di cronaca che aveva lasciato in ansia un'intera città. Il suo profilo, emerso dalle verifiche delle forze dell'ordine, appare segnato da un passato giudiziario rilevante, che include precedenti per violenza sessuale, un elemento che non fa che accrescere la gravità delle circostanze e che orienta le indagini verso precise direttrici.
Il parallelo con un'altra aggressione e l'autopsia
Le attività investigative, del resto, hanno rivelato un inquietante parallelismo temporale. Lo stesso individuo, infatti, risulta essere stato fermato anche in relazione a un diverso episodio di tentata rapina aggravata, consumatasi nelle medesime ore ai danni di un'altra diciannovenne, pure lei di nazionalità peruviana. Questo duplice fronte procedurale, mentre da un lato delinea i contorni di un possibile aggressore seriale, dall'altro fornisce agli inquirenti un ventaglio più ampio di elementi probatori da confrontare e valutare. Nel frattempo, nella giornata successiva al fermo, si è proceduto all'esame autoptico sul di Aurora Livoli, un momento di profondo dolore al quale hanno preso parte i genitori, giunti sul posto con un mazzo di fiori e accompagnati dal loro legale.
Lo stato delle indagini e il quadro giudiziario
La posizione dell'uomo è attualmente quella di indagato per il reato di omicidio, una qualifica giuridica che, seppure gravissima, presuppone l'ancora necessaria conferma da parte degli ulteriori accertamenti in corso. Le forze dell'ordine, coordinate dalla magistratura, stanno ora passando al setaccio ogni dettaglio, incrociando le prove raccolte sulla scena del ritrovamento con quelle relative all'altra aggressione e con il quadro completo dei precedenti dell'indagato. La sua condizione di irregolarità sul territorio italiano, unita alla storia personale, contribuisce a comporre un mosaico i cui tasselli saranno essenziali per ricostruire la dinamica precisa degli eventi e stabilire, in sede processuale, ogni nesso di causalità e responsabilità.




