Draghi in Parlamento: tra transizione verde e polemiche sul passato

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mario Draghi, ex presidente del Consiglio e figura di spicco della scena economica europea, è tornato a parlare in Parlamento, questa volta per discutere il Rapporto sul futuro della competitività dell’Unione Europea. Con un’audizione davanti alle Commissioni riunite Bilancio, Attività Produttive e Politiche Ue, Draghi ha ribadito la necessità di non retrocedere sulla transizione ecologica, anzi, di accelerare il processo di decarbonizzazione. “Il Rapporto vuole mantenere i valori sociali e continuare sulla strada della sostenibilità”, ha dichiarato, respingendo le critiche di chi vorrebbe un passo indietro sulle politiche verdi.

Tra le priorità indicate, spicca il taglio delle bollette energetiche, un tema che tocca da vicino cittadini e imprese. Draghi ha sottolineato l’importanza di affrancarsi dalla dipendenza dal gas, puntando su un disaccoppiamento che permetta all’Italia di diversificare le proprie fonti energetiche. Una posizione che, se da un lato sembra allinearsi con le esigenze del presente, dall’altro ha riaperto il dibattito sulle scelte del passato, in particolare quelle legate all’austerità e alla gestione della crisi greca.

Proprio su questo punto si è concentrata la polemica sollevata da Claudio Borghi, senatore della Lega, che ha paragonato Draghi a Fonzie, il personaggio di Happy Days noto per la sua difficoltà a chiedere scusa. “Draghi non ha il coraggio di ammettere che in passato ha sbagliato”, ha affermato Borghi, criticando le politiche di rigore fiscale adottate durante la crisi del debito europeo. “Allora diceva che non si poteva fare debito, ora invece per le armi si può?”, ha aggiunto, riferendosi alle recenti decisioni dell’Ue in materia di difesa.

Durante l’audizione, Draghi ha anche mostrato un lato meno formale, lasciandosi andare a un commento ironico che ha colto di sorpresa i presenti. “Vedo che guardate l’orologio”, ha detto, notando qualche segnale di insofferenza tra i parlamentari. Una battuta che, se da un lato ha alleggerito il clima, dall’altro ha evidenziato la tensione di un dibattito che tocca temi sensibili e divisivi.

A incalzare Draghi è stato anche il senatore Alberto Bagnai, che ha chiesto chiarimenti sulle apparenti contraddizioni tra le politiche di ieri e quelle di oggi. “Perché optò per salari bassi e austerità, mentre adesso sostiene il contrario?”, ha domandato Bagnai, mettendo in luce la distanza tra le scelte del 2011 e le attuali proposte. Draghi, da parte sua, ha ammesso che in passato si credeva che quelle misure avrebbero funzionato, ma ha ribadito l’importanza di guardare avanti, soprattutto in vista del prossimo Consiglio Europeo del 20-21 marzo, dove si parlerà di competitività e crescita.

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