Femminicidio a Tolentino, l’ex marito confessa: "L’ho uccisa per liberare i miei figli"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nikollaq Hudhra, 55enne albanese residente a Belforte del Chienti ma domiciliato a Passignano sul Trasimeno, ha ammesso senza esitazioni di aver ucciso a coltellate l’ex moglie, Gentiana Kopili, 45enne badante, sabato pomeriggio in viale Benadduci a Tolentino. "Ho fatto quello che dovevo. La mia vita è finita, ma lei voleva avvelenarci e almeno così ho liberato i miei figli", ha dichiarato durante l’interrogatorio con il sostituto procuratore Enrico Riccioni. L’uomo, che lavora come operaio in un’azienda agricola, ha aggiunto di aver meditato più volte il gesto nelle settimane precedenti, senza però mai passare all’azione.

Il delitto, consumato in pieno centro e sotto gli occhi sconvolti di alcuni passanti, è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza del Parco delle Foibe, dove ancora oggi sono visibili le tracce del sangue. Hudhra, dopo aver colpito ripetutamente la donna e preso a calci il suo corpo esanime, si è seduto su una panchina in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine. Una scena che ha lasciato senza parole chi l’ha vista, mentre i soccorsi tentavano invano di rianimare la vittima.

A raccontare l’orrore è anche Mario, uno dei due figli della coppia, che pochi istanti prima aveva condiviso con il padre un momento apparentemente normale. "Sono stato a mangiare un gelato con papà, poi ha ammazzato mamma", ha detto ai giornalisti, in un misto di incredulità e dolore. I due ragazzi, di 21 e 23 anni, vivevano con la madre, che Hudhra ha definito "un pericolo per sé e per loro", senza però fornire dettagli concreti a sostegno di questa tesi.

Intanto, dalla sua arrivo dall’Albania, Artur Kopili, fratello di Gentiana, ha voluto rendere omaggio alla sorella nello stesso luogo dell’omicidio, dove è stato esposto uno striscione con la scritta "Mai più stai zitta". Un messaggio che suona come un’accusa velata verso chi, nonostante le denunce presentate dalla donna in passato, non è intervenuto in tempo. "Mia sorella aveva segnalato le minacce dell’ex marito, ma nessuno si è mosso", ha dichiarato Kopili, mentre i parenti si stringevano in un silenzio carico di rabbia e sofferenza.

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