Femminicidio a San Severo, Celeste Palmieri uccisa dal marito

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Celeste Palmieri, 56 anni, madre di cinque figli, viveva nel terrore. Già aggredita con un coltello dal marito, Mario Furio, aveva chiesto aiuto e denunciato la situazione, ma invano. Il sistema del braccialetto elettronico, che avrebbe dovuto proteggerla, non ha funzionato. La tragedia si è consumata ieri mattina a San Severo, in provincia di Foggia, quando Mario Furio, agente di polizia penitenziaria in pensione di 59 anni, ha sparato alla moglie per poi rivolgere la pistola contro se stesso.

L'omicidio è avvenuto nel parcheggio di un supermercato, affollato di clienti e lavoratori. Celeste Palmieri, uscita dal supermercato con le buste della spesa, si stava dirigendo verso casa, dove l'attendevano i suoi cinque figli. Invece, ad attenderla all'uscita, c'era il marito da cui si stava separando. Mario Furio, con la pistola in mano, l'ha uccisa a colpi di arma da fuoco e si è suicidato subito dopo, sparandosi con la stessa arma nella sua automobile, parcheggiata poco distante.

La città di San Severo ha proclamato il lutto cittadino per i funerali di Celeste Palmieri e ha organizzato una fiaccolata per martedì 22 ottobre alle 19, che partirà dal parcheggio del supermercato in via Salvemini e arriverà fino a piazza Municipio, in ricordo di Celeste e di tutte le donne vittime di violenza. Le istituzioni locali hanno espresso cordoglio e solidarietà ai cinque figli della vittima, sottolineando l'importanza di fermare la violenza contro le donne.

Questo tragico episodio mette in luce le gravi carenze del sistema di protezione per le vittime di violenza domestica. Nonostante le denunce e l'uso del braccialetto elettronico, Celeste Palmieri non è stata protetta.

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