L'Epifania imbiancata dall'aria artica, con il gelo che avanza verso Sud

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La perturbazione che ha caratterizzato il giorno della Befana, portando neve fino in pianura sul Nord e nubifragi sul Centro-Sud, non accenna a mollare la presa, sebbene il suo nucleo principale, posizionato sul basso Tirreno, inizi lentamente a spostarsi verso levante. Questo lento movimento, del quale i meteorologi evidenziano la semi-stazionarietà, è all'origine dei fenomeni persistenti e degli accumuli piovosi insolitamente copiosi che hanno colpito in particolare il versante tirrenico, determinando una situazione di marcata instabilità. Il vortice ciclonico, infatti, continuerà a influenzare le condizioni del tempo alle latitudini più basse almeno fino a giovedì, liberando progressivamente prima le regioni settentrionali e, in un secondo momento, quelle centrali che si affacciano sul Mar Tirreno.

Il freddo si intensifica e spinge la neve a quote più basse

Nel contempo, l'irruzione di aria fredda di origine artica, che da giorni interessa il continente europeo dilagando verso la Francia e la penisola iberica per estendersi poi al Mediterraneo centrale, è destinata a rafforzarsi ulteriormente. Il flusso gelido, marciando verso Sud, provocherà un ulteriore e generalizzato calo delle temperature su tutta la Penisola, un fenomeno che abbasserà sensibilmente la quota neve, soprattutto al Centro e al Sud. Ne conseguirà, pertanto, la possibilità di precipitazioni nevose a ridosso delle pianure nelle regioni centrali e addirittura su alcuni settori collinari di quelle meridionali, un evento che imprime un carattere di eccezionalità a questa ondata di maltempo di inizio gennaio.

La situazione in Emilia-Romagna e sull'Appennino

Gli effetti di questa complessa configurazione meteorologica sono stati particolarmente visibili in Emilia-Romagna, dove l'Epifania si è vestita di bianco. I fiocchi sono scesi copiosi non solo sull'Appennino, ma hanno imbiancato anche la città di Bologna e i suoi colli, per poi raggiungere, in un evento raro, persino il litorale della Romagna, dove un sottile manto nevoso ha ricoperto le spiagge. L'allerta meteo di colore giallo per neve, emanata dalle autorità e valida fino a mezzanotte di domani, resta in vigore per le province di Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, a testimonianza di una situazione che richiede ancora attenzione. Sugli Appennini, in particolare tra Romagna e Marche, gli accumuli hanno raggiunto localmente i 10-15 centimetri, toccando punte di 25-30 centimetri sui rilievi delle Marche.

Previsioni per le prossime ore e la distribuzione dei fenomeni

Le condizioni critiche, come confermato dagli esperti del settore, interesseranno ancora diverse zone. Nevicate deboli o moderate sono attese a quote collinari dell'Umbria, della Toscana – specialmente nelle province di Arezzo e Siena –, dell'Abruzzo e dell'Appennino laziale, dove la prudenza alla guida è d'obbligo soprattutto sui valichi. Al Sud, mentre resistono sacche di aria più mite, il maltempo si manifesterà principalmente sotto forma di precipitazioni piovose, intense e persistenti, in Sardegna, Lazio e Campania, aree già provate dai nubifragi dei giorni scorsi. L'Italia si trova dunque nel pieno di un'irruzione artica che, dopo aver imbiancato il Nord, sta spostando i suoi effetti più intensi verso il Centro e il Sud, regalando un panorama invernale ma anche creando non pochi disagi.

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