Silvio Garattini, tra scienza e fede: “Il 40% dei tumori è evitabile, le farmacie sono diventate bazar”

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il professor Silvio Garattini, fondatore dell’Istituto Mario Negri di Milano e farmacologo tra i più autorevoli a livello internazionale, è stato protagonista di una domenica sera televisiva che ha messo in luce non solo le sue competenze scientifiche, ma anche una rara capacità comunicativa, affinata – come lui stesso ha rivelato – negli anni in cui faceva il catechista. Il quasi centenario scienziato, che ha appena pubblicato il libro Non è mai troppo tardi. La salute è una scelta quotidiana, è stato ospite in contemporanea su due reti diverse: prima in una puntata di Soul su Tv2000, registrata e condotta da Monica Mondo, e poi in diretta sul Nove da Fabio Fazio a Che tempo che fa -2-1.

La lezione di vita e la comunicazione come servizio

Nel corso dell’intervista a Tv2000, Garattini si è lasciato andare a un racconto personale che svela le radici della sua inesauribile voglia di aiutare il prossimo. Cresciuto in oratorio e con un’educazione di tipo cattolico, il professore ha confessato di aver desiderato, in gioventù, di fare il prete o forse lo psichiatra, mosso sempre dalla stessa pulsione: stare dalla parte della gente -3. Quell’esperienza giovanile, e in particolare l’aver fatto il catechista, gli ha insegnato – come ha spiegato – a comunicare, a trasmettere concetti complessi a chi non ha gli strumenti per comprenderli, un’abilità che distingue la mera conoscenza dalla vera divulgazione. Scienza e fede, ha argomentato Garattini, non condividono gli stessi metodi di conoscenza, ma possono e devono lavorare in sinergia perché il loro fine ultimo è l’uomo, richiamando il messaggio evangelico dell’amore per il prossimo come fondamento di una società più giusta -3.

Il mercato dei farmaci e la prevenzione tradita

Dai toni più intimi del racconto personale, l’intervento del farmacologo si è poi spostato su un’analisi aspra e circostanziata del sistema sanitario e farmaceutico. In una lunga chiacchierata con il canale YouTube di Rinascimento culturale, e ribadita poi in televisione, Garattini ha denunciato senza mezzi termini come l’interesse per il Prodotto Interno Lordo sia spesso anteposto a quello per la salute dei cittadini. Le farmacie, a suo giudizio, hanno ormai perso la loro identità per trasformarsi in veri e propri bazar, dove accanto ai farmaci si vendono “porcherie”, prodotti senza alcuna documentazione scientifica, dagli integratori inutili ai cosmetici -4. Il professore ha sottolineato come la maggior parte delle persone ignori gli effetti collaterali dei medicinali, assumendoli con troppa leggerezza quando invece servirebbero solo in casi di effettiva necessità, e ha puntato il dito contro un’industria che, spinta dalla logica del profitto, tende a far credere che le malattie piovano dal cielo, quando in realtà la scienza dimostra il contrario -2.

Malattie croniche e stili di vita: numeri alla mano

A sostegno delle sue tesi, Garattini ha portato dati precisi e allarmanti, trasformando il suo intervento in una vera e propria lezione di sanità pubblica. Ha ricordato come il diabete di tipo 2, che in Italia colpisce quattro milioni e mezzo di persone, sia una patologia ampiamente evitabile attraverso corrette abitudini di vita: un’alimentazione equilibrata e una regolare attività fisica potrebbero prevenire la stragrande maggioranza dei casi -2. Ancere più impressionante è il dato relativo ai tumori: il 40 per cento delle neoplasie, ha dichiarato il professore, è evitabile -3. E se in Italia si contano circa 180mila decessi l’anno per cancro, significa che decine di migliaia di morti potrebbero essere risparmiate semplicemente cambiando il nostro stile di vita, riducendo il consumo di alcol, eliminando il fumo e seguendo una dieta sana. La prevenzione, insomma, resta l’arma più potente, eppure è la più trascurata.

La formazione e il servizio alla persona

Tornando all’esperienza su Tv2000, Garattini ha voluto ribadire il valore della sua formazione giovanile, un retroterra culturale e spirituale che lo ha accompagnato per tutta la carriera. La scelta di dedicarsi alla ricerca farmacologica non è stata infatti un ripiego, ma una naturale conseguenza di quella vocazione originaria ad aiutare gli altri, declinata in forma laica ma non per questo meno intrisa di valori profondi. L’incontro con Monica Mondo a Soul è stato l’occasione per mostrare al pubblico un lato forse meno noto dello scienziato, quello di un uomo che ha sempre messo la conoscenza al servizio della collettività, senza mai piegarsi agli interessi di parte. La doppia apparizione televisiva di domenica sera ha così offerto uno spaccato completo del suo pensiero, capace di spaziare dalla teologia alla farmacologia, senza mai perdere di vista il filo rosso che lega ogni sua riflessione: la centralità della persona umana e la necessità di difendere la sua salute dalle logiche del profitto.

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