Raid russi su Zaporizhzhia e Sumy, vittime e incendi nei centri abitati

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Tre persone hanno perso la vita e altre tredici sono rimaste ferite a Zaporizhzhia, dove l'aviazione russa ha condotto un pesante raid aereo che ha provocato un devastante incendio all'interno di un palazzo residenziale. Le fiamme, divampate tra il terzo e il nono piano dell'edificio, hanno reso drammatiche le operazioni di soccorso, mentre i roghi si sono estesi rapidamente anche ai piani superiori, alimentati probabilmente dalla struttura stessa dello stabile e dai materiali infiammabili presenti negli appartamenti.

Il Servizio statale di emergenza dell'Ucraina, che ha diffuso le prime informazioni ufficiali sul bilancio delle vittime, ha parlato di un intervento complesso a causa della vastità dell'incendio e della presenza di detriti pericolosi lungo il perimetro dell'area colpita, rendendo necessario l'impiego di numerose squadre di vigili del fuoco per arginare le fiamme e mettere in sicurezza la zona.

L'assalto a Zaporizhzhia e il bilancio delle vittime

Le immagini diffuse dalle autorità locali mostrano uno scenario di devastazione: gli appartamenti superiori sono stati quasi interamente distrutti dalle fiamme e dal fumo denso che si è levato verso il cielo, mentre decine di veicoli parcheggiati nelle vicinanze sono stati danneggiati dalle schegge e dal calore intenso, con alcune auto completamente carbonizzate.

I soccorritori, nonostante le difficoltà, hanno lavorato senza sosta per estrarre i corpi dalle macerie e prestare le prime cure ai feriti, alcuni dei quali versano in condizioni critiche e sono stati trasportati d'urgenza negli ospedali della città.

L'attacco aereo si inserisce in una fase particolarmente delicata del conflitto, con le forze di Mosca che sembrano aver intensificato la pressione lungo diverse direttrici, colpendo non solo infrastrutture strategiche ma anche obiettivi civili situati nel cuore dei centri urbani, una strategia che sta causando un numero crescente di vittime tra la popolazione.

L'offensiva su Sumy e l'intervento dell'Onu

Parallelamente ai raid su Zaporizhzhia, un attacco con droni ha colpito la città di Sumy, nel nord-est del paese, dove un punto vendita della nota catena Epicentr è stato avvolto dalle fiamme, in un incendio di vaste proporzioni che ha richiesto ore per essere domato.

Le autorità locali hanno segnalato che le operazioni di spegnimento e soccorso sono state seriamente ostacolate dal pericoloso sorvolo di nuovi droni russi sull'area, i quali hanno costretto i pompieri a interrompere più volte il lavoro per mettersi al riparo, aumentando di fatto i tempi di intervento e il rischio di un'espansione incontrollata del rogo.

Un altro attacco nella medesima regione ha preso di mira un grattacielo e un centro commerciale, causando il ferimento di sei persone, tra cui due adulti e quattro bambini, secondo quanto riferito dal Servizio statale di emergenza; l'edificio residenziale di nove piani è stato il primo a essere colpito, con le fiamme sviluppatesi al primo piano e propagate rapidamente verso l'alto, intrappolando molti residenti che hanno dovuto essere salvati dai vigili del fuoco con l'ausilio di scale e bracci meccanici.

La reazione ucraina e la denuncia dell'Onu

Di fronte alla recrudescenza degli attacchi russi contro le infrastrutture civili, le truppe di Kiev hanno risposto con un lancio di droni verso le zone di confine della Federazione Russa, in quella che appare come una tattica per colpire le retrovie nemiche e tentare di rallentare l'avanzata terrestre delle forze di Mosca, le quali nel frattempo sono riuscite a penetrare più a fondo nella regione di Kharkiv, intensificando i combattimenti sul terreno.

L'Organizzazione delle Nazioni Unite ha denunciato con forza i nuovi attacchi contro gli edifici residenziali di Zaporizhzhia, definendoli come una palese violazione del diritto internazionale umanitario e sottolineando l'urgenza di fermare queste azioni che mettono a repentaglio la vita di civili innocenti, in un quadro bellico ormai segnato da una logica di reciproca escalation che non risparmia nessuna delle parti in causa.

Le autorità ucraine, intanto, continuano a fare appello alla comunità internazionale affinché venga garantita una maggiore protezione per le città sotto assedio, mentre i soccorsi si concentrano sulle aree più devastate per cercare eventuali altri sopravvissuti tra le macerie degli edifici crollati e per mettere in sicurezza le zone ancora a rischio di ulteriori crolli o esplosioni.

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