Zelensky denuncia il Venerdì Santo insanguinato dai raid russi: morti e feriti a Kharkiv e Sumy
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Redazione Esteri
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"Ecco come la Russia ha iniziato questo Venerdì santo: con missili balistici, droni Shahed e il disprezzo per le nostre città". Con queste parole, pubblicate su Telegram, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha descritto l’ultima ondata di attacchi che ha colpito il Paese in una giornata di lutto per i cristiani. A Kharkiv, un missile è caduto sul centro abitato, distruggendo decine di edifici residenziali, un’attività commerciale e diverse automobili. Le autorità locali hanno confermato un morto e 82 feriti, tra cui sei bambini. La più piccola, Valeria, aveva appena due anni.
A Sumy, già teatro di un massacro durante la Domenica delle Palme, un altro raid ha ucciso una persona, aggiungendosi al bilancio di violenza che ormai segna ogni giorno di guerra. Le parole di Zelensky, asciutte e cariche di rabbia, non lasciano spazio a interpretazioni: "Grazie a chi ci aiuta a difenderci", ha scritto, sottolineando l’importanza del sostegno militare dei partner occidentali senza il quale, è implicito, la resistenza sarebbe ancora più difficile.
Mentre i droni ucraini – 56, secondo Mosca – venivano abbattuti sul territorio russo nella notte, a Parigi si teneva un vertice tra rappresentanti di Kiev, Stati Uniti e altri alleati definiti "volenterosi". Un tentativo di coordinare gli sforzi diplomatici e militari, sebbene i risultati appaiano ancora lontani. La guerra, ormai entrata nel suo terzo anno, non conosce pause, neppure in giorni simbolo come questo.




