Pescara, Masci di nuovo sindaco: vittoria netta al voto bis, superato il 50 per cento

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il responso delle urne, in questo scrutinio parziale che interessava ventitré sezioni su centosettanta, non ha lasciato spazio a interpretazioni: Carlo Masci, sindaco uscente sostenuto dalla coalizione di centrodestra, ha ottenuto una riconferma che gli consente di evitare il ballottaggio. La percentuale che lo vede attorno al cinquantaotto per cento, sommata ai voti già acquisiti nella tornata del giugno duemilaventiquattro, proietta il suo consenso ben oltre la soglia necessaria per chiudere la partita già al primo turno, replicando di fatto lo scenario di due anni fa, seppur in un contesto elettorale anomalo e frammentato.

La necessità di tornare alle urne, va ricordato, era stata determinata da una sentenza del Consiglio di Stato che aveva rilevato “violazioni gravi e sostanziali” proprio in quelle ventitré sezioni, annullando di fatto il voto espresso in quei seggi nel duemilaventiquattro. Errori materiali nella verbalizzazione, schede scomparse e altre irregolarità, che avevano portato il centrosinistra a presentare ricorso, hanno così costretto la macchina amministrativa a riorganizzare una consultazione bis alla quale erano chiamati poco meno di quattordicimila aventi diritto, per un’affluenza che si è attestata al 55,94 per cento con 7811 votanti.

Masci, commentando a caldo un risultato che definisce “incredibile” e persino superiore alle sue stesse aspettative, ha parlato di una vittoria della “buona politica” e dei “buoni sentimenti”, sottolineando come la campagna elettorale sia stata condotta “con la testa e con il cuore”. Il primo cittadino, forte di questa legittimazione popolare rinnovata, ha subito voluto allargare il proprio orizzonte, dichiarando che sarà “il sindaco di tutti” e lanciando un’ambizione per il futuro del capoluogo adriatico, che a suo avviso “può diventare la capitale dell’Adriatico”.

Dall’altra parte, lo sfidante del centrosinistra Carlo Costantini, pur dovendo prendere atto di una sconfitta che lui stesso ha definito “schiacciante ed inequivocabile”, ha tenuto a ribadire la legittimità della strada intrapresa con il ricorso, rivendicando come sia stata proprio la giustizia amministrativa a consentire ai cittadini di esprimersi nuovamente. “Ha vinto la democrazia”, ha affermato Costantini, aggiungendo che, se da un lato il programma di Masci continuerà a non incontrarsi con le sue idee, dall’altro non si può che rispettare la volontà popolare. Ha inoltre annunciato che, in vista delle elezioni della cosiddetta “Nuova Città” di Pescara previste per il duemilaventisette, il suo impegno sarà volto a sostenere un candidato diverso, chiudendo così la propria parentesi personale da aspirante primo cittadino.

Le reazioni politiche, prevedibilmente, hanno visto un coro di soddisfazione da parte dei leader del centrodestra locale e regionale. Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio regionale, ha parlato di “incredibile incremento di preferenze” che certifica come Pescara non fosse affatto la “Taroccopoli” descritta durante il contenzioso. Il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha invece voluto enfatizzare la continuità dell’azione amministrativa e i risultati tangibili raggiunti, citando gli interventi di riqualificazione urbana come elemento chiave per spiegare il consenso riconfermato a Masci.

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