Elezioni bis a Pescara, Carlo Masci resta in sella con il 53 per cento

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il responso delle urne, in questo ritorno alle urne parziale e certamente anomalo deciso dal Consiglio di Stato, non ha lasciato spazio a interpretazioni o a quel clamoroso ribaltone che qualcuno, negli ambienti del centrosinistra, forse arrivava a sperare. Carlo Masci, il sindaco uscente sostenuto dalla coalizione di centrodestra, ha superato agevolmente lo scoglio della ripetizione del voto in ventitré sezioni cittadine, quelle stesse sezioni dove, durante le consultazioni del giugno precedente, erano state riscontrate delle irregolarità nello scrutinio tali da indurre i giudici amministrativi a disporre questa parziale replica della tornata elettorale. I risultati definitivi, provenienti proprio da quei seggi finiti sotto la lente d'ingrandimento della magistratura, consegnano a Masci una percentuale che sfiora in alcuni frangenti il sessanta per cento delle preferenze, un dato bulgaro che, sommato ai consensi già acquisiti nella restante e indiscussa parte della città, gli ha permesso di superare abbondantemente quella fatidica soglia del cinquanta per cento più uno che, come già accaduto in passato, gli regala il bis senza dover ricorrere ad alcun ballottaggio.

Erano giorni, quelli che hanno preceduto questa consultazione bis, carichi di tensione politica e di fibrillazione negli apparati dei partiti. Si trattava, in fondo, di un test delicatissimo per l’amministrazione Masci, chiamata a ricevere una controprova della propria rappresentatività dopo le contestazioni e i ricorsi che avevano portato all’annullamento parziale del voto originario. Lo scrutinio, che si è protratto per diverse ore, ha visto un’affluenza nelle ventitré sezioni interessate pari al 55,94 per cento, con 7811 cittadini che si sono recati ai seggi per esprimere nuovamente la propria preferenza. E i numeri, una volta consolidatisi, hanno parlato chiaro: nelle sezioni oggetto di ripetizione, la percentuale raccolta da Masci ha toccato e superato in più fasi il cinquanta per cento, consolidando un vantaggio che si è rivelato incolmabile per gli avversari.

Il centrodestra consolida la vittoria e Costantini riconosce il risultato

L’analisi complessiva dei voti, se si considera il quadro completo delle centosettanta sezioni in cui è suddiviso il territorio comunale, ridisegna con precisione gli equilibri politici emersi già nel 2024. La coalizione di centrodestra, con Masci candidato, si attesta stabilmente al 51,71 per cento dei consensi, mentre lo sfidante del centrosinistra, Carlo Costantini, si ferma al 34,45 per cento. Una distanza siderale, se si pensa alle polemiche dei mesi scorsi, e che lascia poco spazio a letture alternative dei fatti. Lo stesso Costantini, con onestà intellettuale che gli va riconosciuta, ha pubblicamente ammesso la sconfitta, prendendo atto di una volontà popolare che, anche in questa ripetizione parziale, si è espressa in modo inequivocabile a favore del sindaco uscente e della sua maggioranza.

L'affluenza e i numeri definitivi delle ventitré sezioni

Resta, sullo sfondo, il dato di una partecipazione che nelle ventitré sezioni interessate dalla ripetizione ha superato la metà degli aventi diritto, un elemento che, letto in controluce, potrebbe raccontare molto del clima di attenzione e di sensibilità civica con cui i pescaresi hanno vissuto questa vicenda giudiziaria e politica. Il 55,94 per cento di votanti in quei seggi specifici, per un totale di 7811 cittadini che si sono rimessi in fila davanti ai seggi, rappresenta una risposta importante e che va al di là delle singole appartenenze politiche. E in quelle stesse sezioni, la percentuale ottenuta da Masci, attestatasi oltre la soglia del cinquanta per cento, ha di fatto vanificato ogni possibile calcolo sulla tenuta della sua maggioranza, rendendo superflue le proiezioni parziali che inizialmente, sul 67 per cento dei seggi scrutinati, vedevano il sindaco in ulteriore crescita fino a toccare punte del 56 per cento, con Costantini fermo al 36 e gli altri candidati, Domenico Pettinari e Gianluca Fusilli, rispettivamente al 7,4 e allo 0,6.

Il peso della burocrazia e la volontà popolare

Al netto delle questioni procedurali e dei cavilli giuridici, e al di là delle interpretazioni che ciascuna parte politica potrà dare di questa vicenda, i fatti parlano di una conferma secca e senza appello del primo cittadino. Quelle irregolarità riscontrate in ventitré sezioni, che avevano gettato un’ombra sull’intero processo eletturale e che avevano portato alla ripetizione del voto, non hanno alterato in maniera significativa gli equilibri politici della città. Anzi, la tornata bis ha finito per legittimare ulteriormente la figura di Masci, che ha visto riconosciuta la propria leadership anche in quei seggi dove lo scrutinio era stato contestato e annullato. Il messaggio che arriva dalle urne, in questo senso, appare nitido e lineare: la città, chiamata a esprimersi nuovamente su quelle ventitré realtà sezionali, ha scelto di confermare in blocco la fiducia già accordata in precedenza, determinando di fatto la cristallizzazione del quadro politico uscito dalle urne un anno fa.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.